Il Tirreno

Pistoia

Aggressione a colpi di forbice a Vicofaro: 2 feriti e un arrestato

Massimo Donati
Don Massimo Biancalani parroco di Vicofaro
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Don Massimo Biancalani parroco di Vicofaro

Convivenza forzata a causa del decreto anti-contagio  situazione incandescente tra i migranti di don Biancalani 

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pistoia. La tensione è alta e si percepisce nell’aria. Decine e decine di profughi arrivati anche da paesi profondamente diversi tra loro per etnie e tradizioni, e che adesso, con le nuove regole anti-coronavirus, sono costretti a vivere fianco a fianco sia di giorno che di notte, in quella canonica sempre più simile a una prigione. In cui può bastare un niente per far scoccare la scintilla. Come è avvenuto nella tarda serata di venerdì, quando, per una futile questione di precedenza ai fornelli della cucina, a Vicofaro è divampata la violenza. Bilancio, due quarantenni senegalesi finiti all’ospedale, un nigeriano di 30 anni arrestato dai carabinieri per il reato di lesioni aggravate e un suo connazionale di 35 denunciato a piede libero con le stesse accuse. Lievi le lesioni subite dai due feriti (entrambi con 10 giorni di prognosi), raggiunti alle braccia da diversi colpi di forbice, ma forte la tensione fino a notte fonda, e anche – tra sirene di ambulanze e lampeggianti di carabinieri e polizia – la preoccupazione dei residenti della zona, che da tre anni sono chiamati a convivere con gli inevitabili problemi che comporta la presenza, sempre più massiccia, dei richiedenti asilo che don Massimo Biancalani ospita nella sua parrocchia.. Come ha spiegato lo stesso sacerdote, accorso sul posto (lui abita a Quarrata) non appena è stato avvertito di ciò che stava accadendo, i responsabili di tutto sarebbero stati i due nigeriani, non da molto ospitati a Vicofaro, entrambi con gravi problemi legati al consumo di alcol. «Ora che tutti sono costretti a restare in parrocchia, senza poter uscire, senza andare a lavorare – spiega – siamo costretti a fare i turni per tutto, anche per la cucina. E i due nigeriano volevano passare avanti al ragazzo del Senegal e lo hanno aggredito».

Il 30enne nigeriano poi arrestato lo ha fatto brandendo un paio di forbici. Quando gli altri ospiti si sono accorti di ciò che stava accadendo sono accorsi in massa per difendere il 40enne senegalese vittima dell’aggressione, bloccando i due nigeriani (in preda ai fumi dell’alcol) e buttandoli letteralmente fuori dalla canica, in piazza. Erano all’incirca le 22,30. È stato a quel punto che i residenti delle case che si affacciano su piazza Santa Maria Maggiore, richiamati dalle urla, vedendo quelle decine di giovani in strada, hanno pensato ad una rissa. E hanno telefonato al 113.

Sul posto sono accorse le pattuglie della polizia, dei carabinieri e della municipale. Che alla fine sono riuscite a calmare gli animi e, tra le grida dei tanti che intimavano i due aggressori di andarsene di lì e non tornare più, sono riusciti a ricostruire l’accaduto. Mentre i due feriti sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale per essere medicati (altri due profughi hanno subito lievi escoriazioni), i due aggressori sono stati portati al comando provinciale dei carabinieri di viale Italia. E lì il 30enne nigeriano, con alle spalle vari precedenti di polizia e non in regola con il permesso di soggiorno, è stato dichiarato in arresto. Domani comparirà davanti al giudice del tribunale per la convalida.

«Purtroppo questo provvedimento del governo costringe i ragazzi a non uscire – spiega don Biancalani – Ieri ho incontrato la viceprefetto che mi ha raccomandato di tenerli in casa. Ho fatto presente che così stipati è impossibile garantire le distanze di sicurezza, ma bisogna fare così. Una situazione che naturalmente acutizza tutti i problemi. Sia quelli legati al cibo e alle risorse economiche che servono per pagare i maggiori consumi di elettricità, acqua, gas: perché noi per questi ragazzi non riceviamo nulla, sia ben chiaro, li ospitiamo per carità. Sia quelli per la gestione: siamo costretti a fare i turni per tutto, per i bagni, per la cucina, per la doccia». —

Massimo Donati

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