Il Tirreno

Pistoia

Pusher e cliente con la mascherina: ecco lo spaccio ai tempi del coronavirus

Massimo Donati
Pusher e cliente con la mascherina: ecco lo spaccio ai tempi del coronavirus

Un giovane di 22 anni immortalato dalle telecamere e arrestato dai carabinieri nel parco di piazza della Resistenza

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PISTOIA. Non si è fermato con la riqualificazione del parco, né con la tanto attesa riapertura del ristorante al suo interno. E sembra proprio che neppure l’allarme contagio lo abbia fatto. Lo spaccio di droga in piazza della Resistenza continua anche ai tempi del coronavirus. Lo fa però adattandosi alla situazione: anche pusher e clienti adesso indossano le mascherine. . Come testimonia il video con cui i carabinieri, nella giornata di giovedì, hanno incastrato uno spacciatore gambiano, colto sul fatto mentre vendeva due dosi di hashish ad un giovane cliente pistoiese dietro una siepe, al riparo da occhi indiscreti ma non da quelli delle telecamere di sorveglianza.


Il 22enne africano, ufficialmente residente a Monsummano ma di fatto senza fissa dimora, è stato arrestato in flagranza per il reato di spaccio di stupefacenti. Reato aggravato dal luogo in cui è stato commesse: in un parco pubblico a pochi passi dai giochi per i bambini. Oltre alle due dosi che aveva appena venduto, nelle sue tasche ne aveva altrettante: sono state sequestrate dai militari dell’Arma assieme al denaro contante che aveva con sé, ritenuto provento di precedenti spacci.

Mentre il suo cliente è stato segnalato alla prefettura come assuntore di stupefacenti, il giovane gambiano è stato portato al comando provinciale di viale Italia e, dopo una notte passata in cella di sicurezza, ieri mattina è comparso davanti al giudice del tribunale per la convalida dell’arresto.

Come detto, spacciatore e cliente si sono presentati all’incontro ciascuno con la sua mascherina chirurgica su naso e bocca: impossibile sapere se lo abbiano fatto per scongiurare un eventuale contagio oppure, cogliendo la palla al balzo, per non essere riconoscibili. Fatto sta che i carabinieri li hanno tenuti d’occhio per tutto il tempo e sono intervenuti non appena è avvenuto lo scambio droga-denaro. Scambio che è stato inoltre immortalato dalle telecamere: nelle registrazioni si vedono bene i due che si avvicinano e contrattano la cessione, con lo spacciatore che a un certo punto si abbassa la mascherina per infilarsi tra le labbra una sigaretta.

Nonostante l’emergenza coronavirus, i carabinieri non hanno allentato la stretta dei controlli per prevenire e reprimere lo spaccio di sostanze stupefacenti nella nostra provincia. In particolare nelle aree sensibili, come, appunto, i parchi pubblici, che, nonostante le limitazioni stabilite dal governo, continuano ad essere frequentati, anche se in maniera ridotta, anche dai bambini. Soprattutto se, come i giardini di piazza della Resistenza, sono attrezzati con giochi a loro destinati.

Un parco, questo, che da anni è diventato un po’il fulcro in città dello spaccio soprattutto delle droghe leggere e per questo teatro nel tempo di decine di arresti da parte delle forze dell’ordine, anche con veri e propri blitz con tanto di cani antidroga, chiamati a scoprire i nascondigli dello stupefacenti: la tecnica degli spacciatori è quella di nascondere le dosi nel terreno e di recuperarle via via che arrivano i clienti.

Per lo spaccio di droghe leggere la legge prevede una pena ridotta rispetto a quella per le droghe cosiddette pesanti: la reclusione da 2 a 6 anni (ridotta da 6 mesi a 4 anni per i casi di spaccio di lieve entità). Ma l’aggravante dello spaccio in luoghi frequentati da giovani e bambini costituisce un’aggravante che può far lievitare la pena anche della metà. –

M. D.
 

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