Il Tirreno

Pistoia

«Il morale è basso, quanto andrà avanti?»

Valettina Vettori

Carlo Pancani, presidente di Sant’Agostino Imprese: «La mia attività può rimanere aperta, ma il negozio è vuoto»

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PISTOIA. Serrande di locali, bar, ristoranti e negozi abbassate. Pochi mezzi in giro e ancora meno persone. È come si presenta in questi giorni il quartiere industriale di Sant’Agostino che – come ogni altra zona della città – deve fare i conti con le misure di contenimento dell’emergenza da coronavirus, il Covid-19. Un quartiere dove, comunque, molte attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso – definite essenziali – così come le attività produttive, sono rimaste aperte, perché consentito dal Dpcm del 11 marzo 2020. E tra le attività rimaste aperte nel quartiere c’è anche quella di Carlo Pancani, il presidente dell’Associazione Sant’Agostino Imprese, che parla di un «clima surreale» a tratti «spettrale». La sua attività, per la vendita di prodotti di prima necessità per la casa all’ingrosso e al dettaglio, è aperta al pubblico, ma inesorabilmente vuota.

«Facciamo l’orario di lavoro normale, ma il negozio è vuoto. Non viene nessun cliente, e anche per la vendita all’ingrosso la situazione è difficile. In negozio ci siamo organizzati con il turn over del personale per tutelare la salute di tutti. Abbiamo mascherine, guanti e nastri stesi per distanziare i contatti. Fuori il clima è davvero surreale. Siamo abituati a vedere il quartiere vivo e pieno di attività e di persone, ora le serrande sono abbassate e la strada è vuota».

Il contatto, a distanza, con gli esercenti e i titolari delle diverse attività associate a Sant’agostino Imprese è continuo.

«Ho sentito molti colleghi – spiega Pancani – Il morale è basso. E a fare ancor più paura è il futuro e il clima di incertezza. Perché non si sa quanto potrà andare avanti questa situazione. A soffrire di più sono naturalmente le realtà più piccole, che a Pistoia sono la maggioranza. Per quelli che non hanno le spalle coperte, la ripartenza sarà dura. Naturalmente, in primis c’è la salute di tutti, ma bisogna pensare anche alle attività che rischiano di essere messe in ginocchio. Il problema non è se lo stato ci darà i contributi, ma quando ce li darà. Purtroppo non abbiamo prospettive rosee. A questo punto, la paura è che vengano chiuse anche le altre attività rimaste aperte».

Il danno economico, dunque, è al centro di ogni riflessione che anche Sant’Agostino Imprese, con i suoi associati, si pone. «Al momento – sottolinea il presidente dell’associazione – tutti i nostri incontri sono sospesi. Ci sentiamo per telefono e via whatsapp. Cerchiamo di rispondere a tutte le domande e di dare informazioni utili a chi ne ha bisogno. Non appena la fase emergenziale rientrerà e potremo tornare a incontrarci, ripartiremo e ci metteremo a disposizione per qualsiasi necessità».

Ma Pancani è anche vicepresidente, a livello nazionale, della Federazione materiale elettrico, che racchiude in sé le attività dell’intera filiera per la produzione di materiali elettrici in Italia.

«La situazione è drammatica. Le principali aziende produttive sono nel nord Italia, quindi anche la produzione e la consegna sono fortemente in crisi. Così come l’approvvigionamento di tanti elementi della componentistica elettrica, che arriva dalla Cina. Tutto si è bloccato. Difficile fare previsioni, perché se la cosa dovesse avere una durata prolungata, tante aziende, anche qui a Pistoia, potrebbero essere davvero in difficoltà. Ripartire sarà dura». –

Valettina Vettori

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