Gioco
Chiuso il giardino zoologico scorte di cibo per gli animali
Paolo Cavicchio, il titolare: «Accadde anche nel 1985 a causa della nevicata ma soltanto per qualche giorno. Viviamo questo momento come tutti»
PISTOIA. «Non sono momenti facili per nessuno, ma ce la faremo». A parlare è Paolo Cavicchio, titolare del Giardino Zoologico di Pistoia che ha chiuso gli accessi da lunedì scorso. «In ottemperanza all’ultimo decreto del presidente Conte – precisa Cavicchio – ma anche per senso civico e dovere di responsabilità. è vero che siamo in un parco all’aperto, ma è necessario partecipare allo sforzo collettivo di rallentare il contagio da coronavirus».
«Ché se teniamo aperto qualcuno viene davvero», dice sorridendo il veterinario. La sua voce è pacata, tranquilla. Così come molti titolari di negozi e ristoranti che hanno deciso (senza alcun obbligo imposto) di chiudere le porte dei propri locali per qualche giorno, anche per il titolare del Giardino Zoologico la decisione è stata immediata e senza alcun ripensamento.
«Purtroppo è una situazione difficile per tutti, ma spero tanto che ne usciremo, più forti di prima. Non era mai accaduta una cosa del genere, mi ricordo che avevamo chiuso per la nevicata del 1985, ma solo per qualche giorno. Vediamo cosa accadrà, viviamo questo momento come tutti, giorno per giorno».
Nessun timore per le tante specie di animali che il parco accoglie, rassicura Cavicchio: le scorte di cibo, almeno per il momento, ci sono e non c’è alcun pericolo che gli animali possano rimanere a digiuno.
«Fortunatamente ci siamo preparati in tempo. Già da febbraio abbiamo iniziato a fare qualche scorta – afferma – per adesso il sistema logistico funziona e non abbiamo problemi con gli approvvigionamenti, né per quelli che arrivano da vicino, né per quelli che arrivano da fuori Italia».
Cavicchio spiega infatti che i prodotti freschi, come il fieno ad esempio, arrivano dall’Appennino pistoiese-modenese. Altri tipi di alimenti, come il pesce di cui si nutrono i pinguini, arrivano invece da Islanda, Olanda e Francia.
«In questo ultimo caso però non si tratta di rifornimenti che facciamo da settimana a settimana, ma di approvvigionamenti che arrivano in media ogni due o tre mesi. Quindi per il momento non ci sono difficoltà».
Altri alimenti come i cosiddetti “pellettati” , spiega il veterinario, sono non sempre facilmente reperibili e provengono sia dall’Italia sia dall’estero.
«Sono mangimi composti da altri mangimi semplici come orzo, avena, soia e sono una parte molto importante per l’alimentazione di alcune specie come i lemuri e le scimmie. In genere ne facciamo una bella scorta, quindi per ora ci sono. Poi diversificando la fonte di provenienza abbiamo più possibilità di non rimanere senza».
Insomma, l’ansia del momento è più che lecita, ma basta non farsi prendere dal panico. Ricordiamo che proprio questo 2020 il parco compie 50 anni di vita, il prossimo 19 aprile per l’appunto. Per questa bella occasione il veterinario titolare del Giardino Zoologico insieme alla moglie Eleonora Angelini aveva in programma diverse iniziative per tutto l’arco dell’anno, dalle giornate dedicate ai più piccoli a quelle a tema per tutti i tipi di visitatori.
Per il momento, però, Cavicchio vuole rimanere positivo. «È un momento difficile per tutto il Paese, ma la speranza è che, passato questo periodo buio, ci sia una ripresa economica per tutti, soprattutto per il comparto turistico». –
Alessandra Tuci
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