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«Noi, prima linea contro l’infezione Ma i pazienti ci devono aiutare»

Fabio Calamati
«Noi, prima linea contro l’infezione Ma i pazienti ci devono aiutare»

Sono giorni di superlavoro anche per Sabrina Sergio Gori coordinatore dei medici di famiglia di Quarrata e Serravalle

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QUARRATA. « Sono giorni di superlavoro, anche noi medici di famiglia siamo in prima linea, siamo il primo fronte contro il virus». Sabrina Sergio Gori, 65 anni, conosciutissima come medico di famiglia e anche per essere stata per due legislature sindaco di Quarrata, è impegnata personalmente «H24» (cioè senza pause) sul fronte del coronavirus.

Ma è anche coordinatrice dei medici di famiglia di Quarrata e Serravalle, quindi ha un occhio particolarmente ampio sulla situazione.

«L’impegno – dice – è massimo. Ho scritto su Facebook e confermo che tre dei nostri colleghi sono stati messi in quarantena e tuttora la stanno vivendo. Hanno tutti visitato persone poi risultate infette, quindi non era possibile evitare l’infezione. Comunque stanno abbastanza bene tutti e tre».

Cronache di giorni febbrili. Al telefono riusciamo a parlare con la dottoressa in un momento di calma, mentre gioca con i nipotini.

«Il nostro essere in prima linea – dice – non è soltanto questione di fare visite ed ascoltare pazienti. Riceviamo continuamente telefonate, da chi si trova con qualche sintomo sospetto e non sa a chi chiedere. È vero, ci sono i numeri gratuiti messi a disposizione dalla Regione, ma spesso capita che non siano liberi o non forniscano gli strumenti necessari. Si sa, parlare con il proprio medico, che ci conosce da anni, compresi i problemi di salute, i guai e gli acciacchi, è sempre la cosa più semplice. Vuole una prova del numero di telefonate che ricevo? Di solito il mio telefonino poteva arrivare con una sola ricarica dalla mattina alla sera. Ora invece non ce la faccio mai ad arrivare alla sera».

Telefonano tutti a voi medici di famiglia anche perché i numeri di riferimento a livello regionale sono spesso irraggiungibili...

«Non solo, in realtà sono pochi quelli che li conoscono e spesso siamo noi a fornirglieli. Altro volte ce li hanno, ma sono sbagliati e li dobbiamo correggere».

Almeno, come dottori, avete ricevuto dall’Asl gli strumenti per proteggervi, come le famose mascherine, o i guanti?

«No, finora non abbiamo avuto niente dall’Asl – risponde Sergio Gori – e tra noi chi li indossa è perché è andato a comprarseli da sé. Comunque so che qui a Quarrata starebbe per arrivare un quantitativo di questo materiale, con uno stock a testa di occhiali di protezione, dieci mascherine e cento guanti».

In questi giorni c’è stata almeno una evoluzione nei casi che ha visto o la situazione è sempre la stessa?

«La situazione è sempre la stessa dell’inizio e penso che si dovrà andare avanti così ancora per diverso tempo. Non ci sono segni di un cambiamento della tendenza, almeno per il momento».

In conclusione, che appello rivolge ai suoi pazienti?

«Abbiamo bisogno dell'aiuto dei nostri pazienti – è il pensiero di Sabrina Sergio Gori – solo insieme ce la possiamo fare. Venite in ambulatorio solo se strettamente necessario. In caso di febbre, telefonateci, per capire cosa è più utile fare per fronteggiarla, infatti il coronavirus dà febbre e tosse, ma non sempre febbre e tosse sono coronavirus.

«Siamo vicini alle famiglie colpite dall'infezione, ci prodighiamo per cercare di aiutare, consigliare, informare. Lavoriamo molto, ma non siamo né vogliamo essere eroi, solo professionisti a servizio della salute di tutti. La salute è preziosa, occorre responsabilità da parte di tutti, nei comportamenti e nelle scelte. Ce la possiamo fare, ma non da soli!» —

Fabio Calamati

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