Toscana
Hitachi, sciopero fino al 21. «Vogliamo lavorare sicuri»
Pistoia, durissimo confronto su come contrastare i rischi prodotti dal coronavirus L’azienda non accoglie le richieste dei sindacati: inevitabile lo scontro finale
PISTOIA. Sciopero dal 13 al 21 marzo per i lavoratori di Hitachi Rail. Lo hanno prproclamato ieri sera, al termine di una lunga riunione con l’azienda, i sindacati metalmeccanici Fim Ciusl, Fiom Cgil e Uglm. Il problema sul tappeto è sempre quello della sicurezza e dell’esigenza di tutelare al massimo la salute di chi lavora in fabbrica di fronte alla minaccia del coronavirus. Secondo i sindacati l’attuale organizzazione del lavoro in via Ciliegiole queste garanzie non le può offrire, perché ci sono reparti dove è espressamente previsto il lavoro in coppia. . Di qui la richiesta iniziale dei sindacati di fermare la fabbrica per due giorni in modo da riorganizzare le lavorazioni per garantire un sufficiente margine di sicurezza. La richiesta è stata discussa a lungo con l’azienda. «Ma alla fine – spiega Jury Citera, segretario Fim Cisl – l’azienda ci ha detto di non poter fermare il lavoro, a causa delle scadenze legate all’andamento delle commesse. A quel punto ci siamo alzati e siamo andati via: per noi è fondamentale la tutela della salute». Fim, Fiom e Uglm hanno in pratica proclamato una settimana di sciopero: un’iniziativa sindacale che non trova precedenti nella storia recente della fabbrica pistoiese.
In serata, la segretaria Uilm Simona Gigetti ha dichiarato che il suo sindacato «chiede la chiusura dello stabilimento fino al 23» per consentire il ripristino di condizioni di lavoro sicure.
La giornata era cominciata con un altro colpo di scena. Una delle aziende dell’indotto che lavorano quotidianamente all’interno dello stabilimento di via Ciliegiole, aveva infatti deciso, in piena autonomia, di non fare entrare nello stabilimento ferroviario i propri dipendenti a causa delle condizioni lavorative che non consentono in alcuni casi la distanza di sicurezza minima (almeno un metro) prevista dai decreti Conte per evitare un eventuale contagio da coronavirus.
Nella mattinata c’erano state varie riunioni per trovare la soluzione più adatta a far sì che i dipendenti possano lavorare in condizioni di sicurezza e tranquillità. Ma inizialmente sembravano esserci margini per trattare. «Oggi (ieri per chi legge) abbiamo incontrato l’azienda per verificare la situazione interna riguardante l’applicazione delle prescrizioni di sicurezza contenute nei decreti governativi –si legge in un primo comunicato firmato dalle segreterie territoriali Fim-Fiom-Uglm, Rsu Fim-Fiom-Uglm Hitachi Rail Pistoia– abbiamo descritto all’azienda la situazione di alcuni reparti, in particolare carpenteria, allestimento e collaudo, dove il rispetto della distanza di sicurezza ad oggi non è garantito dalle modalità di lavoro. Dato che la modifica delle procedure di lavoro per garantire il rispetto delle distanze di sicurezza non è né semplice né breve, abbiamo chiesto all’azienda di sospendere il lavoro nei reparti interessati per un breve periodo di tempo allo scopo di mettere a punto le modalità di lavoro, a garanzia della salute dei lavoratori». La risposta negativa dell’Hitachi, alla fine, ha portato alla proclamazione dello sciopero.
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