Il Tirreno

Pistoia

Allarme Coldiretti 

"Vivaismo, ko il mercato interno ed export in crisi"

Fabrizio Tesi presidente di Coldiretti Pistoia
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Fabrizio Tesi presidente di Coldiretti Pistoia

Pistoia, il presidente Fabrizio Tesi: «Il blocco di molti voli tiene lontano dall’Italia tanti clienti delle nostre aziende»

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PISTOIA. Purtroppo si stanno concretizzando i rischi prefigurati da Coldiretti Pistoia. . L’emergenza coronavirus sta fortemente impattando anche sull’attività principe di Pistoia, il vivaismo ornamentale, con il mercato italiano che risulta praticamente azzerato, mentre sul fronte export la situazione non migliora.

«I garden in tutta la Penisola sono deserti, se non chiusi, e giustamente hanno sospeso gli approvvigionamenti – spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia –. Sul fronte mercato estero siamo in trincea, con le aziende che cercano di evadere gli ordinativi nonostante le difficoltà di combinare i trasporti».

Gli autotrasportatori stranieri non vogliono entrare in Italia per paura del virus e per timore di restare bloccati sul territorio italiano dalle misure anti Covid-19 o al rientro nei loro paesi.

E non mancano gli ostracismi da parte di paesi stranieri, con restrizioni («strumentali») alla circolazione e discriminazione verso merci italiane in esportazione, tra cui le piante ornamentali.

Restrizioni che mettono a repentaglio la quota maggiore del volume d’affari del vivaismo pistoiese, che in questa fase dell’anno fattura circa il 70 per cento dell’export totale. Nel primo semestre del 2019 fu di 181,9 milioni di euro.

Preoccupazioni maggiori ci sono per i nuovi ordini.

«Il blocco di molti voli ha tenuto lontano dall’Italia tanti clienti che hanno rinviato il viaggio a Pistoia – spiega Fabrizio Tesi –, già previsto per definire puntualmente tipologie e quantità delle piante delle varie commesse. E naturalmente non ci sono nuovi ordini, che speriamo arrivino nonostante la mancata visita nei nostri vivai».

Altre preoccupazioni arrivano dalle misure restrittive che sono state adottate dall’Austria al Brennero a seguito dell’emergenza coronavirus.

Attraverso l’arco alpino transita quasi la metà delle esportazioni italiane per un valore vicino ai duecento miliardi di euro di merci Made in Italy dirette lungo la traiettoria del Corridoio Scandivano-Mediterraneo (Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia e tre paesi dell’Est Europa, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca).

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti delle misure restrittive adottate dall’Austria al Brennero a seguito dell’emergenza Coronavirus.

«L’88 per cento delle merci in Italia viaggia infatti su gomma e il valico alpino – sottolinea la Coldiretti – rappresenta un punto privilegiato di sbocco sui mercati esteri. Il Brennero è dunque un canale oggi insostituibile per il flusso delle merci dall’Italia verso l’Europa che rischia di essere soffocato dai limiti alla circolazione che pesano sull’economia e sul lavoro Made in Italy».

«Un allarme che – continua la Coldiretti – riguarda anche l’agroalimentare con la Germania che è la principale destinazione in Europa e nel mondo di cibi e bevande italiani. Quasi i due terzi (63 per cento) delle esportazioni agroalimentari italiane – precisa la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove la crescita nel 2019 è stata del 3,6 per cento con la Germania che si classifica come il principale partner con l’export che cresce del 2,9 per cento e raggiunge i 7,2 miliardi nel 2019».

«La preoccupazione – conclude la Coldiretti di Pistoia – riguarda anche eventuali ritardi e rallentamenti nei trasporti che rischiano di danneggiare soprattutto le merci deperibili come la frutta e la verdura». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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