Il Tirreno

Pistoia

il presidente massi (ordine professioni infermieristiche) 

«La Regione agevoli l’uscita dalle cooperative senza penali»

Giovanni Ciattini

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PISTOIA. C’è una grande opportunità per infermieri e oss (operatori socio sanitari) che entro una decina di giorni potranno contare su duemila assunzioni a tempo indeterminato decise dalla Regione Toscana. Ma una chance, per tantissimi infermieri e oss che oggi lavorano in cooperative che assicurano servizi nelle Rsa, nelle carceri e nelle strutture della Croce Rossa, rischia di nascondere qualche intoppo.

Un infermiere si è rivolto al Tirreno per segnalare che l’avere ottenuto un posto nella graduatoria per entrare nella sanità pubblica rischia di poterlo penalizzarlo al momento di licenziarsi dalla cooperativa dove lavora. Al momento dell’assunzione infatti le cooperative si cautelano con una penale per mancato preavviso (trenta giorni) che il lavoratore è chiamato a pagare in caso di cambiare lavoro.

«Visti i tempi accelerati con la quale la Regione Toscana si sta muovendo per trovare nuovo personale a fronte dell’emergenza dettata dal coronavirus – spiega Danilo Massai, presidente dell’Ordine professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia – c’è il rischio che queste persone si trovino a doversi sobbarcare il pagamento della penale. Spesso la situazione diventa ancora più complicata quando gli infermieri si trovano ad essere soci lavoratori delle cooperative. Una via d’uscita più corretta sarebbe quella di chiedere alla Regione Toscana di farsi carico del costo di queste penalizzazioni di centinaia di lavoratori. L’altra strada da imboccare sarebbe quella di chiedere di ottenere altri trenta giorni di tempo per consentire ai lavoratori di poter uscire dalle cooperative senza dover corrispondere il mancato preavviso».

Una soluzione che al momento non è all’orizzonte. Da martedì scorso, come dicevamo, le Aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie hanno iniziato a contattare infermieri e oss presenti nelle due graduatorie, per arrivare nel giro di una decina di giorni a mettere 2.000 nuovi professionisti al fianco di quelli che stanno affrontando con sacrificio, ma con eccellenti risultati, la sfida al coronavirus. Ma c’è un altro problema che il presidente dell’Opi, Danilo Massai, ha ben presente: «Purtroppo la coperta del sociosanitario è corta – aggiunge Massai – perché la Regione Toscana sta cercando di indirizzare il personale che lavora nelle Rsa private (svolgendo tra l’altro mansioni che comportano grandi responsabilità verso gli anziani e le persone non autosufficienti ma con contratti umilianti), verso le strutture pubbliche, creando così larghi e preoccupanti vuoti nelle case di riposo o nelle infermerie dei carceri. Speriamo all’esame di Stato previsto ad aprile di poter vedere uscire nuovi infermieri, ma al momento la situazione appare molto critica». –

Giovanni Ciattini

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