Il Tirreno

Pistoia

Agli arresti domiciliari imprenditore pistoiese accusato di bancarotta ed evasione fiscale

Agli arresti domiciliari imprenditore pistoiese accusato di bancarotta ed evasione fiscale

Coinvolti anche un professionista aretino e diversi prestanome. La Finanza ha eseguito sequestri di beni per 19 milioni: case, terreni, auto di lusso

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PISTOIA. Arrestato dalla Guardia di Finanza un imprenditore di Pistoia coinvolto in un'inchiesta per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. L'uomo è stato collocato agli arresti domiciliari con l'applicazione del cosiddetto "braccialetto elettronico". Nella mattinata di giovedì 12 marzo, militari del Comando Provinciale della Finanza di Pistoia hanno dato esecuzione ad un decreto di misura di prevenzione personale e patrimoniale - disposta dal Gip del Tribunale di Pistoia, su richiesta dalla Procura della Repubblica di Pistoia. Oltre all'imprenditore pistoiese, sono coinvolti nell'inchiesta anche un commercialista aretino e altri tre soggetti “prestanomi”, per i reati di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e sottrazione al pagamento delle imposte.

Le indagini, avviate nei confronti di una società fallita nel 2016, hanno permesso di accertare come l'imprenditore  fosse coinvolto in ulteriori vicende riguardanti il fallimento di altre imprese sempre riconducibili a lui.

In particolare l’imprenditore, avvalendosi della consulenza di un commercialista compiacente operante nella provincia di Arezzo, nonché di prestanomi, aveva posto in essere un modus operandi criminale, consistente nella sistematica sottrazione al pagamento delle imposte delle società (anche mediante l’emissione di false fatturazioni) e nel successivo svuotamento dell’attivo societario, in danno dei creditori, con la finalità fraudolenta di rendere inefficaci le pretese erariali e le richieste avanzate dai creditori aziendali.

Tutti i soggetti sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per reati tributari, reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e auto-riciclaggio.

Inoltre, agli indagati sono stati sequestrati beni per un valore di oltre 19 milioni di euro, consistenti in immobili di pregio e terreni ubicati in Pistoia, San Remo, Cuneo, nonché, una società immobiliare di Viareggio ed una Mercedes di lusso, oltre a conti correnti bancari.

L’attività della Guardia di Finanza è finalizzata al contrasto delle condotte fraudolente nell’attività di impresa, con particolare riguardo a quelle che si concretizzano nell'occultamento  dei patrimoni e nell'alterazione della libera concorrenza del mercato, a sostegno dell’economia e delle imprese che operano nel rispetto delle regole.


 

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