Gioco
Personale costretto al superlavoro Ma i letti ci sono
Anna Maria Celesti, presidente della Società della salute: «Per il momento siamo in grado di far fronte all’emergenza virus»
PISTOIA. L’ospedale San Jacopo ha accolto fin qui la quasi totalità delle persone residenti in provincia di Pistoia che si sono infettate. Le uniche due eccezioni sono, domenica, una donna di 60 anni, di Agliana, rimasta in isolamento a domicilio e, caso di ieri, un uomo di 88 anni di Ponte Buggianese, ricoverato all’ospedale di Pescia.
Come si sta comportando la struttura sanitaria aperta nel 2013? Dal punto di vista del personale, a Pistoia si registrano i problemi comuni in tutto il paese, con personale medico, infermieristico e operatori socio-sanitari costretti a fare i salti mortali per reggere al superlavoro imposto dal diffondersi dell’infezione.
Dal punto di vista dei letti, invece, la situazione non sarebbe di emergenza. Cifre precise l’Asl per il momento non ne fornisce, comunque la presidente della Società della salute pistoiese, Anna Maria Celesti, che è anche vicesindaco con delega alla sicurezza sociale e medico ginecologo, è in grado di rassicurare. «Per il momento – dice – di posti letto ce ne sono a sufficienza e saremmo in grado anche di fronteggiare una piccola escalation di ricoveri». Insomma, se il progredire del coronavirus da queste parti non farà registrare picchi improvvisi, il San Jacopo dovrebbe farcela ad offrire un posto letto a chiunque ne abbia bisogno.
È vero che, fin dal suo nascere, il nuovo ospedale di Pistoia abbia fatto gridare molti alla sottodotazione di posti letto. Ma è altrettanto vero che, a causa della concezione di ospedale moderno per soli casi acuti, la dotazione di posti letto più ricca (273 su 400) è riservata ai casi acuti. Oltre a questo, va detto che il blocco dell’attività operatoria non urgente ha consentito di lib erare personale medico e infermieristico da dedicare ai casi più gravi, dall’altro di prelevare dalle sale operatorie inutilizzare strumenti fondamentali per allestire spazi supplementari destinati a pazienti in condizioni critiche in arrivo.
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