Il Tirreno

Pistoia

in fabbrica 

Lavoro sicuro all’Hitachi tra le proposte Fim un periodo di chiusura

F.C.
Lavoro sicuro all’Hitachi tra le proposte Fim un periodo di chiusura

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PISTOIA. L’emergenza coronavirus è penetrata anche all’Hitachi Rail. Gli effetti immediati si sono visti in mensa, dove i lavoratori entrano a scaglioni di 20 circa ogni dieci minuti e dove sono comparse strisce guida sul pavimento, per aiutare tutti a rispettare le distanze di sicurezza.

Ma il vero problema è in officina, dove quando un gruppo di operai lavora attorno alla cassa di una carrozza, è ben difficile rispettare sempre le misure e le distanze di sicurezza.

«Come Rsu siamo al lavoro da lunedì in modo molto intenso – spiega Tiziano Fabbri dell’Uglm – e speriamo domani (oggi, ndr) di avere delle risposte nel corso della videoconferenza già fissata con le altre sedi del gruppo».

«L’azienda sta cercando di attuare il più possibile i provvedimenti a tutela della sicurezza dei lavoratori – aggiunge Jury Citera, segretario Fim – ma è chiaro che ci sono dei problemi difficilmente gestibili. Attendiamo risposte. Non escludiamo neanche l’idea di una chiusura totale, come avviene di solito durante il mese di agosto».

La proposta l’ha formulata ufficialmente la Fim nazionale in tutti quei casi in cui i datori di lavoro non riescano (o non possano materialmente) garantire la sicurezza ai lavoratori di fronte alla minaccia rappresentata dal coronavirus.

A Pistoia, poi, ci sarebbe il problema aggiuntivo di garantire lo stesso standard di sicurezza ai lavoratori Hitachi Rail e a quelli delle aziende dell’indotto che lavorano anche loro sulle stesse linee dove nascono i treni.

Insomma, un grosso rebus la cui soluzione occupa i pensieri non solo dei vertici aziendali ma anche del personale che tutte le mattine varca il cancello di via Ciliegiole. —



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