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«Anziani da proteggere» La Società della salute chiude i Centri diurni

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PISTOIA. Sospensione immediata delle attività diurne sociosanitarie nel territorio della Società della salute pistoiese.

Lo ha deciso la direzione della Società della salute stessa per contenere la diffusione del coronavirus, anche in considerazione dell'incidenza di casi registrata nel territorio di riferimento negli ultimi due giorni.

Il provvedimento riguarda tutte le attività per non autosufficienti e disabili a gestione diretta della Società della salute pistoiese e dell'Asl Toscana Centro. Si tratta in particolare dei centri “Piccolo Principe”, “Casa di Alice” e “Centro Anziani Le Lame”.

Le stesse misure, poi, sono raccomandate per i progetti laboratoriali “Andyamo”, per la “Fabbrica delle Emozioni”, per il Centro diurno anziani Villone, per il Centro anziani Cantagrillo, per il Centro anziani Monteoliveto e per il Centro diurno Oami. Tutte strutture che svolgono assistenza alle persone anziane e disabili ma che non dipendono direttamente dall’azienda sanitaria né dalla Società della salute.

«Abbiamo preso questa decisione – spiega la presidente della Società della salute pistoiese, Anna Maria Celesti, che è anche vicesindaco e assessore alla sicurezza sociale di Pistoia – a seguito delle indicazioni dei decreti ministeriali e dei dati relativi alla diffusione del virus emersi negli ultimi giorni nel nostro territorio. Questa misura si è resa necessaria per tutelare le persone più fragili ,che hanno maggiori difficoltà a mettere in atto tutte le misure precauzionali consigliate e che quindi sono più sottoposte alla contrazione del virus stesso».

In particolare, Celesti coglie l’occasione per lanciare un appello a tutte le famiglie che hanno loro cari ricoverati nelle residenze sociali del territorio pistoiese. «Innanzitutto l’appello – dice - è ad osservare strettamente le norme di cautela previste. Ma soprattutto, nel caso in cui ci si trovi ad avere sintomi di tosse, febbre anche a 37,5 gradi o altro, è senz’altro meglio evitare del tutto la visita nella Rsa. Tutto questo per tutelare al meglio i nostri anziani, che in quanto tali sono i soggetti più a rischio per la loro fragilità di fondo e per questo più facilmente raggiungibile da un contagio che, nelle loro condizioni, può portare anche a gravi problemi».



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