Toscana
Conducente del Copit viene aggredito da un gruppo di ragazzi alla stazione
Pistoia: i giovani bloccano il bus e prendono a calci lo sportello di separazione dal posto guida. I vetri colpiscono l’autista al volto
PISTOIA. Un autista del Copit è stato aggredito da un gruppo di ragazzi che, dopo averlo insultato, hanno infranto il vetro dello sportello che separa il posto di guida al punto che i vetri gli hanno procurato delle lesioni al viso, costringendolo a trascorrere la serata al pronto soccorso. Il grave episodio di bullismo è avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì, poco dopo le 17, sulla linea M che dal parcheggio Cellini attraversa il centro e arriva fino in piazza Dante, davanti alla stazione centrale. Erano almeno in tre, secondo le indagini in corso della polizia, che sarebbe vicina all’identificazione di alcuni minorenni di origine straniera.
Ma da quanto ha raccontato lo stesso autista, il gruppetto almeno inizialmente era composto da almeno sette o otto ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni. Secondo quanto l’autista ha raccontato ai colleghi, il gruppetto di ragazzi avrebbe intimato l’alt al conducente mettendosi davanti all’autobus, non fosse nei pressi della fermata. L’autista ha fatto cenno di non potersi fermare ma, per tutta risposta, i ragazzi si sono posti davanti al bus, costringendo il conducente a procedere a passo d’uomo. Una situazione quasi surreale, considerato che a quell’ora c’erano in giro ancora molte persone ed anche altri passeggeri. Una volta arrivato al capolinea di piazza Dante, l’autista ha aperto le portiere e rimproverato i ragazzi. La reazione è stata immediata: alcuni di loro hanno iniziato a tirare calci contro la macchinetta obliteratrice, insultando il conducente rimasto al posto di guida. Poi hanno tirato un calcio allo sportello di vetro che separa il posto guida, mandandolo in frantumi. Il vetro ha colpito l’autista, che si è fatto poi medicare al pronto soccorso, mentre il gruppo di ragazzi si è dileguato verso la stazione, probabilmente salendo su qualche treno.
«Ma c’è dell’altro - dice Massimo Chirli, segretario territoriale della Fit Cisl - il mio collega, rimasto sotto choc per l’episodio, è anche molto avvilito perché si è preso degli sputi in bocca, ma al pronto soccorso non hanno voluto fargli alcun controllo e in questi tempi non si sa mai». Oltre ad esprimere solidarietà al collega insultato e ferito, Chirli aupica che «questi "bravi ragazzi" vengano rintracciati dalla forze dell’ordine e puniti per quanto hanno fatto». Ma il sindacalista è soprattutto preoccupato per la mancanza di controlli. «Non è la prima volta che avvengono episodi del genere, tanto che a livello regionale abbiamo attivato una cabina di regia contro gli atti di bullismo e le aggressioni sia sugli autobus che sui treni. Forse sarebbe meglio tornare al lavoro in coppia sul bus, col controllore che affianca l’autista.
Ma anche polizia municipale e forze dell’ordine potrebbero prevedere un presidio specie in punti delicati come quello della stazione ferroviaria: spesso questi atti vengono messi a segno qui perché i ragazzotti sono alla fine del viaggio e hanno modo di dileguarsi rapidamente in treno». Quanto alle videocamere, non è chiaro se l’autobus dove si è verificata l’aggressore ne fosse munito, ma Chirli parla bene della sua azienda: «Da questo punto di vista Copit è molto attenta e le telecamere sono state installate quasi su tutti gli autobus. Quello che manca è una vigilanza maggiore per non lasciare completamente soli gli autisti o i verificatori di fronte a questi episodi di aggressione, che stanno diventando sempre più frequenti». «Purtroppo - conclude il sindacalista - non possiamo contare molto sull’esito dei procedimenti penali, visto che nella stragrande maggioranza dei casi chi commette atti di bullismo o aggressioni simili riesce a farla franca ed è subita libera di commetterne altri».
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