Sicurezza
Paziente morì di setticemia: il gip si riserva la decisione
pistoia. Dopo aver ascoltato le tesi di pubblica accusa e avvocati, ieri mattina il giudice delle indagini preliminari del tribunale si è riservato la decisione sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura nei confronti di 9 dei 10 medici indagati per la morte di un 77enne pensionato pistoiese che, sottoposto ad un intervento per la rimozione di alcuni calcoli biliari all’ospedale di Pistoia, fu stroncato dopo circa un mese (era il 28 settembre 2017) da una setticemia, causata, probabilmente, dal versamento di bile provocato da una sutura che aveva ceduto.
Mentre per uno dei medici del San Jacopo – il chirurgo che operò in prima persona – la procura sembra decisa a chiedere il rinvio a giudizio per il reato di omicidio colposo, per gli altri nove ha chiesto l’archiviazione. Richiesta contro la quale i familiari del paziente hanno presentato opposizione. A decidere al riguardo (il responso dovrebbe arrivare entro questa settimana) sarà il gip Patrizia Martucci, lo stesso che già in precedenza aveva respinto la richiesta di archiviazione del fascicolo contro ignoti che era stato aperto sulla morte del 77enne, imponendo al pm di identificare i medici che nei giorni del ricovero si erano occupati del paziente.
Il legale della famiglia del pensionato deceduto, Mascia D’Antona, nella sua opposizione punta il dito soprattutto nei confronti di 4 medici. In primis, il chirurgo nei confronti del quale lo stesso pm ha individuato elementi colposi sia nella fase della scelta e dell’esecuzione dell’intervento che in quella del decorso post-operatorio: Sandro Giannessi. Quindi, Matteo Giannelli, che, il 21 luglio precedente, avrebbe proposto l’intervento “per curare una patologia che, al momento del ricovero – secondo i consulenti tecnici della famiglia – era già stata risolta con terapia farmacologica”. E che aveva assistito Giannessi nell’intervento. Gravi responsabilità ci sarebbero poi per Piero Ferretti, medico di turno in reparto sia il giorno in cui i paziente manifestò i primi sintomi dell’infezione (il 25 agosto) che il 27 e il 28. Il 26 era di turno invece Massimo Bontà: anche lui non sarebbe intervenuto davanti a quei sintomi. Insomma, erano passati 4 giorni prima che il 77enne pensionato fosse sottoposto al secondo intervento, per interrompere la perdita biliare. —
M.D.
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