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Coronavirus, Mati: «Respinti alle frontiere camion dei nostri vivaisti»
Si allarga l’allarme nei vivai di Pistoia a causa del coronavirus: il presidente del distretto, Francesco Mati, parla di camion respinti alle frontiere con l’Europa e addirittura di blocchi della merce per “quarantena”.
PISTOIA. Si allarga l’allarme nei vivai di Pistoia a causa del coronavirus: il presidente del distretto, Francesco Mati, parla di camion respinti alle frontiere con l’Europa e addirittura di blocchi della merce per “quarantena”. . «Problemi assurdi – spiega Mati – Ci sono camion rimandati indietro alle frontiere con l’Europa. Ma anche di blocchi alla circolazione di merci. A farsi prendere dal panico non sono solo gli italiani. La stessa cosa, infatti, vale per gli altri paesi europei, anche se le piante non portano assolutamente questo tipo di malattie».
Sul blocco dei camion che trasportano piante Mati evidenzia che «sono merce deperibile che non può stare ferma sui camion a lungo. Per fortuna con le temperature di questo momento le piante non sono in vegetazione, quindi possono sopportare qualche breve sosta, ma se questa dovesse essere prolungata nel tempo, si rischia di danneggiare la merce stessa e avere un danno economico non indifferente».
«I problemi alle dogane – aggiunge il presidente del Distretto vivaistico ornamentale pistoiese – ci sono stati segnalati da una decina di aziende del territorio pistoiese, ed hanno riguardato sia il transito di piante ornamentali verso l’Europa dell’Est, sia e soprattutto verso i Balcani, la Grecia e la Turchia. Quest’ultima è uno dei Paesi dove la nostra produzione viene esportata di più».
Secondo Mati alcuni blocchi avrebbero riguardato anche il transito verso Paesi del Nord Europa.
«Le nostre autorità – riprende Mati – stanno facendo tutto quello che possono, ma c’è molto timore infondato e in momenti come questi è necessario mantenere la calma, per non peggiorare la situazione. Ci siamo da poco ripresi da una crisi economica che è durata 10 anni e non possiamo permetterci il rischio di veder bloccare le nostre esportazioni per paure infondate. Occorre fare chiarezza sulle preoccupazioni infondate che generano danni all’economia e, in questo, caso al vivaismo».
Anche perché quello pistoiese, che è il polo di riferimento nazionale per dimensioni e fatturato, vale circa un quarto di tutta la produzione agricola della Toscana. —
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