Gioco
Leporatti: «L’attenzione della città rimanga vigile adesso ancora di più»
Il leader del comitato “NessunotocchiMarino” conferma la manifestazione/performance “Di mano in mano”
PISTOIA. «Insomma, siamo all’ “avevate capito male”, dopo mesi di calvario delle persone licenziate, dopo le proteste della città... No, è inaccettabile. A volte ci si spiega male, diceva un vecchio gentiluomo». Marco Leporatti tira le fila del comitato “NessunotocchiMarino”, che sta organizzando in città le manifestazioni di protesta contro il tentato scippo delle opere del maestro custodite a Palazzo del Tau.
Anche lui è rimasto a lungo in attesa dell’uscita dei consiglieri di amministrazione della Fondazione Marino Marini ed ha potuto apprendere dalla viva voce del sindaco Tomasi le clamorose novità della giornata. Clamorose novità che però, secondo lui, vanno maneggiate con le molle. «Oggi più che mai – osserva Leporatti – deve rimanere accesa l’attenzione su Marino Marini. Non vorrei che questa cosa dell’inventario alla fine diventasse un altro “avete capito male”. È fondamentale, quindi, che al più presto questo spazio torni fruibile a tutti. So di una iniziativa in preparazione per il 27 marzo e spero proprio che ci sia la possibilità di farla svolgere. Ma ancora prima, sabato rimane in programma questa manifestazione-performa nce che abbiamo chiamato “Di mano in mano”. Con oltre un chilometro di stoffa e tanti partecipanti, abbiamo intenzione di unire con questo nastro tre luoghi importanti del rapporto tra Marino Marini e la città: lo stesso museo Marini, Palazzo comunale e palazzo Fabroni, sede del museo del Novecento».
Anche l’Associazione nazionale Case della Memoria è intervenuta ieri sul “caso” Marini di Pistoia, prima che si conoscessero le novità di giornata uscite dal cda . «L’opera di Marini deve restare a Pistoia – afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione nazionale Case della Memoria - non esiste una Casa della Memoria di Marini, la sua casa è Pistoia, la città dove Marini nacque nel 1901 e alla quale aveva deciso di lasciare tutta la sua documentazione d’archivio. Siamo fiduciosi che le istituzioni si attiveranno per salvaguardare la sua volontà e la sua memoria: le opere di Marino devono rimanere nella sua città».
«L’artista era legato alla sua città» aggiunge Marco Capaccioli, vicepresidente dell’associazione. «“Pistoia è la città dove sono nato, naturalmente e umanamente tutti siamo attaccati alla nostra particella dove siamo nati. Pistoia è in me, anzi, insegna anche qualcosa”, scriveva. La nostra associazione farà tutto il possibile per sensibilizzare le istituzioni, l’opinione pubblica nazionale e internazionale, affinché le giovani generazioni possano continuare ad avere la possibilità di conoscere e ammirare le opere nei luoghi ‘mariniani’». —
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