Sicurezza
Sicurezza ko al museo: aperto e accessibile ma senza personale
Libero accesso per ore alle sale dove sono esposte le opere di Marino Marini Il sindaco Tomasi: «Non capisco come si possa arrivare a questo punto»
PISTOIA. Alla fine, pare non manchi nulla. Ma le opere d’arte racchiuse nel museo Marini, affidate alla Fondazione omonima ma patrimonio culturale dell’intera città, ieri mattina sono state messe a repentaglio. Il portone di Palazzo del Tau, sede del museo, è stato infatti aperto dalla guardia giurata incaricata dalla Fondazione, anche per consentire all’unica dipendente rimasta (due sono stati licenziati, la direttrice è in malattia) di recarsi in ufficio.
Poi per alcune ore sia l’ingresso da corso Fedi che quello sul retro, da via del T, sono rimasti aperti mentre all’interno a vigilare c’era la sola guardia giurata. Dal 29 febbraio, infatti, la coop Itinera, che si occupava della guardiania del museo, ha comunicato alla Fondazione Marini e al Comune la sospensione del servizio per mancanza di indicazioni sul futuro e mancato pagamento degli stipendi dei 4 dipendenti da novembre.
Così è successo che diverse persone, tra cui una ex dipendente del museo, facessero una passeggiata indisturbati per le sale dove sono custodite sculture e pitture di Marini. L’ex dipendente, Benedetta Bucci, ha poi pubblicato la testimonianza del suo “viaggio” sulla pagina Facebook. Fortunatamente nessun malintenzionato, invece, ha sfruttato l’occasione.
La abnorme situazione del museo aperto ma privo di personale ha spinto anche il sindaco Alessandro Tomasi a recarsi sul posto per capire cosa stesse succedendo, visto che dalla Fondazione Marino Marini non erano arrivate notizie di nessun tipo. Ma giunto in corso Fedi, il primo cittadino ha avuto la sorpresa di trovarsi di fronte polizia e carabinieri.
Era stata la stessa guardia giurata a chiamare le forze dell’ordine, dopo aver constatato che il sistema d’allarme del museo era stato staccato. Il che faceva pensare ad un ingresso dopo le 17,30 di lunedì o addirittura nella notte.
Alle 11,40 il museo è stato finalmente chiuso. “Per inventario”, come informava un cartello scritto a penna. Intanto, all’interno, si procedeva ad un attento sopralluogo e al controllo delle varie sale. Controllo che, come detto, alla fine ha dato esito negativo. Ed è rientrato anche la preoccupazione per il sistema di allarme spento: sarebbe stata la guardia giurata del lunedì pomeriggio a non attivarlo regolarme nte.
Insomma, a fine giornata l’ipotetica intrusione era sfumata. Resta il fatto che la Fondazione Marino Marini ha deciso l’apertura del museo di corso Fedi con una sola persona a presidiarlo. «Non capisco come si possa arrivare a questo punto» ha ammesso il sindacoAlessandro Tomasi, dopo aver sottolineato di non essere stato assolutamente informato in anticipo delle intenzioni della Fondazione. «Non capisco perché la Fondazione Marino Marini non sia andata avanti nel rapporto con la coop finché non emerga una nuova soluzione e abbia invece pensato che per sostituire quattro persone che da tempo lavoravano al Palazzo del Tau bastasse una sola guardia giurata».
Oggi, però, tutto fa pensare che la situazione non cambi: alle 9 il museo sarà aperto dall’incaricato dell’agenzia di vigilanza, poi rimarrà aperto. Per fortuna è atteso un sopralluogo della Sovrintendenza fiorentina e, alle 13, la riunione del consiglio di amminisrtazione della Fondazione stessa. —
Fabio Calamati
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