Il Tirreno

Pistoia

economia e territorio 

Lo stop alle gite mette in ginocchio gli alberghi

Carlo Bardini

La paura del contagio da coronavirus fa sentire i suoi pesanti effetti: mancano le scolaresche e arrivano disdette

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Abetone. La decisione di bloccare le gite scolastiche in questo periodo per evitare la diffusione del Covid – 19 sta mettendo in crisi gran parte del turismo alberghiero della montagna pistoiese. Centinaia di studenti che sarebbero arrivati negli alberghi in montagna per praticare lo sci, sono rimasti a casa e diverse strutture ricettive si trovano quasi vuote. Ma anche le presenze individuali sono calate di un notevole numero, almeno il 50%. Il problema è anche che non si parla nemmeno di nuove prenotazioni. Stazioni sciistiche come Abetone e la Doganaccia di Cutigliano sono state quindi doppiamente beffate. In primis da un inverno anomalo praticamente privo di nevicate. Poi dalla paura del contagio del Covid – 19.

«Noi non lavoriamo con le scuole – spiega Davide Gavazzi dell’albergo Regina di Abetone – ma abbiamo avuto davvero tante disdette, almeno un 50%. Alcuni dicevano apertamente il motivo, altri no. Ma la differenza si è vista in maniera sostanziale già dalla scorsa settimana. Questo inverno – conclude Gavazzi – ci sta mettendo a dura prova».

C’è stato anche un caso di “paura al contrario”, come lo ha definito Clarissa Tonarelli dell’albergo abetonese “La Primula”. «Ci ha contattato un signore dell’alta Italia – racconta Tonarelli – chiedendoci se poteva venire da noi senza problemi. Una cosa assurda. Questa paura per il contagio ci ha fatto perdere in pochi giorni 40 persone. Alcune di loro avrebbero fatto la settimana bianca intera e non solo il fine settimana. Ormai fino al 7 marzo sarà davvero dura».

Se poi lavori con le scolaresche allora è il disastro. «Siamo fermi fino al 15 marzo – spiega Pamela Ceccarelli dell’albergo Sichi di Pian degli Ontani – Una perdita di presenze da 1200-1300 studenti. A ciò si aggiunge un inverno che non ci ha fatto davvero sorridere. E poi ne va anche dell’indotto, visto che il turismo porta guadagno anche ad altre strutture e ai maestri di sci».

«Considerate che dovevamo mettere a dormire circa 300 bimbi al giorno in questo periodo – sottolinea Sergio Ceccarelli della stazione Doganaccia 2000 che gestisce anche l’albergo Villa Basilewsky – ed invece non abbiamo nessuno. Solo qualche bambino sulle piste con i genitori. Quindi sono in difficoltà anche altri alberghi con i quali collaboriamo».

Lo sa bene Giuliano Tonarelli dell’albergo Villa Patrizia di Cutigliano. «Le conseguenze della paura del Covid – 19 – spiega Tonarelli – hanno due aspetti. Il primo è l’assenza di lavoro con le scuole. Queste avrebbero dovuto essere settimane piene ed invece niente, con perdite economiche rilevanti. L’altro aspetto riguarda la clientela individuale che ha segnato un 50% in meno. Fino alla scorsa settimana c’erano delle richieste di informazioni ma da sabato tutto tace».

All’albergo “I Pionieri” di Val di Luce spiegano: «Noi lavoriamo molto con le scuole che adesso non ci sono a causa dello stop alle gite. Inoltre abbiamo avuto anche diverse disdette». –

Carlo Bardini

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