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La concessione sotto accusa Ecco i patti firmati nel 1998
PISTOIA. Come ha ricordato il sindaco Tomasi, i rapporti tra la Fondazione Marino Marini e il Comune di Pistoia sono regolati da una concessione formalizzata in una delibera di giunta, la 122 del 1998.
Con quell’atto «fu concessa alla Fondazione, in uso e godimento esclusivo a titolo gratuito, una porzione dell’immobile posto in Pistoia, corso Silvano Fedi 30, meglio conosciuto come Palazzo del Tau (ex Convento del Tau) e specificatamente l’intero terzo piano, ivi compresi i locali adibiti a gipsoteca, l’appartamento posto al quarto piano destinato alla vedova dell’artista, con possibilità di destinarlo ad altro uso (uffici, deposito, ecc.), l’atrio adiacente al portone di ingresso di corso Fedi, nonché le altre parti comuni per legge e tutti gli spazi, locali, impianti e servizi di natura condominiale necessari all’uso comune, il tutto per la durata di anni 30, a far data dal primo gennaio 1998»,
Furono invece esclusi dalla concessione «il giardino ed i locali ove è ubicato il bar, nonché i locali dei custodi, la sala conferenze ed i vani al piano primo e secondo non in precedenza descritti» riservandosi di valutare successivamente se concedere alla Fondazione anche le tre stanze del piano terzo allora occupate dalla segreteria e biblioteca del Centro Marini.
Alla Fondazione, per contro, il Comune fece obbligo di mantenere nel bene concesso in uso e godimento (Palazzo del Tau) la propria sede operativa e ciò allo scopo «di conservare il polo culturale della città dedicato all’artista, nonché di creare, nell’unico contesto spaziale, costituito dall’intero Palazzo del Tau, un centro monografico per lo studio e la valorizzazione dell’opera di Marino Marini, atteso che, a tal proposito e per tale effetto, il Comune già oggi destina tutti gli altri locali del Palazzo del Tau di sua proprietà al medesimo scopo, così come prevede per il futuro». —
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