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Nove Alpi ritira i licenziamenti. Sì agli esodi, ma solo volontari

Un presidio di protesta dei lavoratori della Nove Alpi (foto Gori)
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Un presidio di protesta dei lavoratori della Nove Alpi (foto Gori)

Una conclusione positiva per la vertenza all’azienda specializzata in prodotti privi di glutine. Prima di Natale aveva chiesto 17 mobilità

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PISTOIA. Niente più licenziamenti, né 17 né 10: alla Nove Alpi, l’azienda di San Pierino Casa al Vescovo specializzata nella produzione di alimenti privi di glutine, la riduzione dell’organico (attualmente composto da 73 dipendenti) potrà avvenire su base volontaria. C’è tempo fino alla fine di marzo per farsi avanti da parte di chi ha delle prospettive diverse di vita e/o di lavoro. È questo lo sbocco della vicenda, maturato dopo l’ultimo incontro al tavolo della Provincia tra l’azienda e i sindacati. E proprio questi ultimi accolgono con favore l’esito della vertenza: il ritiro dei licenziamenti collettivi e l’apertura a esodi volontari, infatti, è stata fin dall’inizio la controproposta formulata all’azienda. Sono già 4-5 i dipendenti che spontaneamente si erano già dichiarati pronti a lasciare la Nove Alpi.

Le difficoltà dell’azienda, che oltre a quello di San Pierino ha altre tre sedi nel territorio comunale, si erano manifestate per la prima volta nel luglio dello scorso anno, quando fu annunciato il ricorso ad un periodo di cassa integrazione per superare difficoltà temporanee.In realtà la situazione dell’azienda doveva essere più pesante, se già nel settembre successivo venne depositata una richiesta di concordato preventivo.

E così si arriva a dicembre: proprio la vigilia di Natale, i lavoratori della Nove Alpi si videro recapitare la lettera dell’azienda in cui si preannunciava l’avvio delle procedure per la messa in mobilità di 17 dipendenti. Un colpo durissimo, per famiglie che si sono trovate a doversi immaginare un futuro totalmente privo di certezze. Subito sono scoppiate le proteste, accentuatesi dopo la mancata presentazione dell’azienda in Regione, al tavolo richiesto dai sindacati.Ma a metà gennaio arriva un segnale di distensione da parte del consulente del lavoro che segue la vicenda per l’azienda e che, in un’intervista al “Tirreno”, chiarisce che i licenziamenti potrebbero scendere a dieci.

La protesta dei lavoratori continua, anche perché, nel frattempo, l’azienda dimostra di aver lavoro da svolgere, visto che richiede straordinari. La sensazione è che uno spazio di accordo ci sia e difatti, tre giorni fa, ecco l’esito positivo della vicenda.

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di Redazione web