Il dolore
Le Sardine: «Serve subito un’assemblea pubblica»
Critiche al sindaco Tomasi (FdI): la chiusura del museo è uno schiaffo alla città Walter Tripi (Pd): il primo cittadino nomini un vero assessore alla cultura
PISTOIA. «Quando sarà calendarizzato il consiglio comunale aperto? E se questo non dovesse avvenire, partecipi insieme a noi un'assemblea aperta a tutta la cittadinanza. Pistoia ha bisogno di risposte chiare sul Museo Marini».
Il coordinamento pistoiese delle Sardine scrive una lettera aperta al sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (FdI) per avere notizie chiare in merito alla chiusura, che ormai appare inevitabile, del museo Marino Marini di corso Silvano Fedi. La notizia, che è piombata come il macigno definitivo sull'intera vicenda, è arrivata nella giornata di venerdì 28 febbraio, quando la cooperativa Itinera di Livorno (attuale gestore delle aperture del museo) ha annunciato la sospensione delle aperture perché, da mesi, non riceve direttive chiare da parte della Fondazione Marini. Fondazione che, oltre ad aver bloccato le sue azioni di governance sulle attività del museo, ha anche sospeso i pagamenti per gli stupendi del personale della cooperativa impegnato nelle attività. Da qui la decisione della cooperativa di sospendere il portierato.
«Il 1° marzo (oggi, nda) - scrivono le portavoci delle Sardine pistoiesi Francesca Cimó, Elena Malinici e Giulia Palamidessi nella lettera rivolta al sindaco di Pistoia - il museo Marini chiuderà definitivamente i battenti e, con esso, anche tutte le esperienze positive e formative che ha sempre portato avanti. Settimane di sit-in, di manifestazioni, di impegno civile per chiederle una risposta precisa su quanto stava accadendo che, ormai sembrano non avere più valore alcuno. Ammesso che ne abbiano mai avuto». E ancora: «Nessuna comunicazione è stata fatta ai cittadini e a quanti hanno provato, con calma e civiltà, a chiederle risposte precise sullo stato delle cose. Egregio Signor Sindaco, le scriviamo con il cuore in mano e con un profondo senso di ingiustizia che da oggi, ancora di più, ci attanaglia: ci dia delle risposte. Ci dica quando sarà calendarizzato il consiglio comunale aperto. E, se così non fosse, accetti il nostro invito: organizzi, con noi, un'assemblea aperta a tutta la cittadinanza. Scelga il posto, scelga la data. Noi siamo a disposizione. Ci spieghi come siamo potuti arrivare a questo, cosa è stato fatto per impedirlo». Infine, l'ultimo affondo: «Si ricordi che un Museo che chiude è uno schiaffo pesantissimo in faccia a una città. Ancor più pesante se, chi quel Museo avrebbe dovuto difenderlo, per troppo tempo ha taciuto».
A chiamare in causa il sindaco Tomasi nella vicenda Marini arriva anche l'attacco del capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, Walter Tripi: «Il Museo è in chiusura. Il sindaco nomini un assessore alla Cultura vero e il Comune paghi l'apertura del Museo e il sostegno ai lavoratori subito. Questo è un pugno in faccia alla città e ai lavoratori. La passeggiatina-passerella di Fratelli d'Italia, che venerdì ha accompagnato il direttore degli Uffizi nella visita al museo, è stata l'ennesima campagna di marketing in una gestione totalmente insufficiente. Timidezza, rimandi, zero progetti. Come opposizioni, abbiamo spinto con tutti i mezzi che avevamo a disposizione, e continueremo ad esserci». —
V.V.
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