Sicurezza
Un triste compleanno per il grande artista
Marino Marini nacque a Pistoia il 27 febbraio 1901. Due giorni fa, nella sua città, nessuno ha pensato di ricordarlo. Non la Fondazione Marino Marini, che pure con il suo presidente Paolo Pedrazzini, dice di essere interessato prima di tutto alla valorizzazione del grande artista. E neanche il Comune di Pistoia ci ha pensato. In compenso, proprio il 27 febbraio le quattro dipendenti della coop Itinera, che svolgono l’attività di portierato a Palazzo del Tau, sede del museo, hanno avuto comunicazione che oggi, sabato, sarà il loro ultimo giorno di lavoro. Poi la loro attività verrà sospesa, in attesa di diretive chiare da parte della Fondazione Marino Marini. Un altro pezzo del museo che si dissolve, insomma, dopo il licenziamento di due dei quattro dipendenti diretti della Fondazione e dopo lo stop alle attività collaterali. Un pezzo sostanziale: da lunedì visitare il museo Marini sarà impossibile per chiunque. Davvero un bel modo di festeggiare il 119º compleanno dell’artista.
In questo quadro, la visita e le dichiarazioni di Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi, durante la visita al museo Marini, non perdono nulla della loro importanza, ma acquistano un involontario sapore paradossale. Dall’alto della sua competenza, Schmidt ha bollato con i peggiori epiteti possibili il progetto di smantellare il museo Marini, come vorrebbero fare l’ineffabile architetto Pedrazzini e la Fondazione da lui presieduta. Ma proprio mentre accadeva questo, la notizia che il museo da lunedì non sarebbe stato più aperto, era già nota. Le dipendenti di Itinera, all’ingresso, non ne facevano certo mistero. In pubblico, però, il sindaco Alessandro Tomasi non ha fatto cenno alla cosa. Perché – assicura no in Comune – non lo sapeva ancora.
Nel pomeriggio, lo stringato comunicato dell’amministrazione comunale si limitava a riferire che sindaco e amministrazione «stanno continuando ad agire nell’interesse collettivo» per ripristinare rapporti corretti tra la coop e la Fondazione Marini.
Già, ma facendo cosa? Ancora una volta, si indica nel lavoro discreto e dietro le quinte, la strada migliore per salvare il museo che porta il nome del più grande artista pistoiese del ventesimo secolo.
Può darsi che il sindaco e la sua amministrazione abbiano ragione a scegliere questa strategia, anche se gli avversari politici lo criticano. Ma vale la pena segnalare che, in questo momento, l’unico vero baluardo contro le mire di Pedrazzini sia il vincolo posto nel luglio scorso dalla Sovrintendenza fiorentina, per radicare a Pistoia le opere contenute nel palazzo del Tau. Per il resto, a muoversi con devastante efficacia finora è stato solo il presidente della Fondazione: che ha licenziato due dipendenti su quattro, ha fatto sì (ritardando i pagamenti e non rispondendo alle richieste della coop) che il museo Marini venisse chiuso, ha impugnato al Tar il vincolo posto dalla Sovrintendenza. Pistoia, per parte sua, da ieri incassa la solidarietà di Eike Schmidt. Ma basterà? —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
