Il Tirreno

Pistoia

Schmidt: «Folle chiudere questo museo» Ma da lunedì le porte non si riapriranno

Fabio Calamati
Schmidt: «Folle chiudere questo museo» Ma da lunedì le porte non si riapriranno

La coop che gestisce il portierato non ha più contatti con la Fondazione Marini e ha deciso di sospendere l’attività

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PISTOIA. Il direttore della Galleria degli Uffizi non è certo uomo che si nasconda dietro le parole. «Smantellare questo museo sarebbe una tragedia, portare via da qui queste opere, un crimine contro la cultura». Questo il giudizio di Eike Schmidt sul progetto della Fondazione Marino Marini e del suo presidente Paolo Pedrazzini, che vorrebbero svuotare il museo pistoiese per ricollocare opere e documenti nel polo fiorentino dedicato a Marini, ospitato nella chiesa di San Pancrazio. Parole pesantissime, sia per il loro contenuto che per l’autorevolezza di chi le ha pronunciate. Il direttore degli Uffizi, ieri in città per partecipare al Festival del Giallo, ha voluto visitare di persona il museo Marini.

Ma la notizia di ieri è che da lunedì il progetto tanto vituperato da Schmidt farà un grosso passo avanti: il portone di palazzo del Tau, in corso Fedi, infatti, da lunedì rimarrà chiuso. Opere e documenti di Marino Marini non saranno più visitabili per nessuno. La coop Itinera di Livorno, che gestisce con quattro dipendenti il portierato del museo, ha infatti deciso di sospendere la sua attività, visto che la Fondazione Marino Marini ha interrotto da mesi qualunque rapporto, compresi i pagamenti per il personale impegnato a Pistoia.

Ieri le ragazze all’ingresso del museo erano già impegnate a sbaraccare la reception e non hanno nascosto il loro stato d’animo neanche a Schmidt, che si è sentito in dovere di rincuorarle: «Questa – ha detto – non è una visita di addio».

«Da novembre non riceviamo pagamenti dalla Fondazione – spiega la presidente della coop Itinera Daniela Vianelli – ma il problema non è tanto questo, quanto l’impossibilità di avere contatti, da alcuni mesi a questa parte, con la Fondazione Marini. A loro abbiamo ripetutamente chiesto cosa sarebbe successo con il museo pistoiese e questo loro progetto di spostarsi su Firenze. Ma non abbiamo risposte. Neanche dal Comune di Pistoia ci hanno saputo dare indicazioni precise. Per questo abbiamo deciso di sospendere il servizio, in attesa di novità, dalla Fondazione o dallo stesso Comune. Non è una chiusura, se qualcuno ci dà delle certezze possiamo tornare sulla decisione. Ma in questa condizione non si poteva andare avanti».

Nel pomeriggio una nota del Comune di Pistoia specifica che «da tempo l’amministrazione comunale aveva chiesto alla Fondazione che fosse fatta chiarezza circa la situazione contrattuale della cooperativa, al fine di evitare proprio quanto sta accadendo. Il sindaco - in qualità sia di primo cittadino che di membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Marini - e l’amministrazione stanno continuando ad agire nell’interesse collettivo, per ripristinare i corretti rapporti tra cooperativa e Fondazione, al fine di riattivare questo fondamentale servizio e per garantire a tutti la fruibilità del museo». —

Fabio Calamati



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