Il Tirreno

Pistoia

la protesta 

«Nessuno ha sparso il sale sulla strada: viaggiare è rischioso»

Alessandra Tuci
«Nessuno ha sparso il sale sulla strada: viaggiare è rischioso»

Chi vive nella zona di Spedaletto-Acquerino si sente isolato «Carente la manutenzione della Sp24 Pistoia-Riola»

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PISTOIA. «La strada era ghiacciata e pericolosa, sono dovuta tornare indietro». È lo sfogo di Nadia Turchi, che vive a Firenze ma i suoi genitori abita a L’Acqua, paesino di poche anime per metà del Comune di Cantagallo e per metà del Comune di SambucaPistoiese. Il riferimento è alla Sp 24, la Pistoia-Riola, per la quale i residenti si sono più volte fatti sentire sentendosi abbandonati a se stessi. «Sono qui da alcuni giorni perché mio padre si è sentito male e il 3 febbraio abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza –racconta la donna– per arrivare è dovuta passare da Vernio-Vaiano attraverso strade sperdute e bruttissime. E se fosse accaduto stanotte? Non credo sarebbe potuta arrivare». Nadia fa parte del Comitato della Valle della Limentra Orientale, tutti abitanti di Monachino, Acquerino, L’Acqua, Lentula, Gavigno, Torri, Treppio e Fossato. Ed è proprio tramite lo stesso Comitato che vuole farsi portavoce degli annosi problemi che riguardano una strada priva di manutenzione ordinaria, restringimento della carreggiata, strapiombi da capogiro, buche grandi come crateri, vegetazione che cresce incessante sulle scarpate. «Stamattina (ieri per chi legge) alle 7 ho preso la macchina per scendere in città ma la strada era impraticabile –continua Nadia– stanotte è piovuto e nevicato e stamattina era tutto ghiacciato. Nessuno ha sparso il sale. Il tratto peggiore è quello di cascina di Spedaletto Acquerino. Siamo isolati». La donna è dovuta tornare indietro ed ha avvertito subito Protezione civile, Comune di Sambuca e Carabinieri. Anche gli altri membri del Comitato, alcuni dei quali si sono trovati in difficoltà a percorrere la strada, hanno chiamato chi di dovere. «È una situazione insostenibile, se c’è un’emergenza, come quella che ho vissuto io di recente, qui si rimane bloccati –continua Turchi– stamattina sarebbe stato impossibile andare in ospedale o far venire qui un’ambulanza. Se qualcuno dovesse avere un infarto che fa? Anche dall’altro versante, quello emiliano, la strada è chiusa per una frana». «Non è più accettabile che una strada provinciale così importante sia del tutto priva di sorveglianza e di manutenzione ordinaria, non si può aspettare una tragedia per intervenire» afferma Franco Matteoni, altro membro del Comitato. —

Alessandra Tuci

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