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Turismo a picco: interrogazione al ministro e stato di crisi

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Turismo a picco: interrogazione al ministro e stato di crisi

La prima è annunciata dalla senatrice Barbara Masini mentre Boni di Forza Italia chiede di studiare soluzioni

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MONTECATINI. «Preoccupazione massima, apprensione, confusione, molte domande e nessuna risposta: questo è ciò che emerge dal confronto con i territori, con gli amministratori locali e con il relativo tessuto commerciale. In una regione come la Toscana dove il sistema turistico vale da solo più dell'11% del Pil, è chiaro come l'impatto delle misure precauzionali prese dal governo, ma anche e soprattutto la scarsa informazione e la paura collettiva che sta contagiando gli italiani, rischia di essere devastante».

Lo dichiara la senatrice di Forza Italia Barbara Masini nel presentare una interrogazione cheha presentato al governo.

«Alla segnalazione di ieri dell'assessore al Turismo di Pistoia Alessandro Sabella – sottolinea – si sommano molte altre sollecitazioni dei comuni importanti del settore turistico alberghiero, come quello di Montecatini Terme, già fortemente provato dalla crisi del comparto termale e che rischia di collassare sotto il peso dei provvedimenti che vedono l'annullamento di fiere, eventi e soprattutto viaggi organizzati e gite scolastiche, che rappresentano una parte fondamentale dell'intero indotto. Solo nel comune di Montecatini, infatti, si stima, un calo di quasi 18 mila presenze rispetto al 2019. Se persino una città come Firenze è in ginocchio a causa del 40% di prenotazioni annullate, non possiamo non tener conto di una situazione allarmante che avrà ripercussioni anche a lungo termine per tutta l'economia italiana. Con il coordinatore provinciale di Forza Italia Pistoia Massimo Boni, stiamo raccogliendo le segnalazioni dei diversi comuni coinvolti proponendo tavoli di confronto tra gli amministratori e gli imprenditori turistici. Presenterò un'interrogazione ai ministri per lo Sviluppo Economico e per il Turismo in modo da chiedere al governo risposte chiare e veloci per contrastare un'emergenza che rischia di essere il vero pericolo del virus».

E proprio il coordinatore provinciale azzurro Massimo Boni interviene a sua volta per chiedere (così come hanno già fatto altri partiti e categorie economiche) un tavolo per discutere della crisi riferita soprattutto a Montecatini

«Negli ultimi 10 anni – ricorda – la città di Montecatini ha ridimensionato notevolmente il proprio tessuto commerciale e produttivo: più di 90 negozi hanno cessato l’attività, 67 attività alberghiere non esistono più, 100 esercizi fra bar e ristoranti e più di 60 aziende dedicate alla compravendita e alla gestione di immobili si sono cancellate dal registro imprese con il conseguente licenziamento di centinaia di dipendenti. Tutto ciò ha determinato anche l’impossibilità per albergatori e commercianti di onorare gli impegni con banche, fornitori e pagare imposte e tasse».

«Oggi – prosegue – la situazione è enormemente peggiorata a causa del notevole calo di presenze dovuto dal dilagare del coronavirus. Alla luce di tutto è urgente che il sindaco attivi un tavolo di crisi a cui invitare categorie economiche e loro associazioni, organizzazioni sindacali e istituti bancari al fine di individuare misure adeguate per limitare i gravi danni che la nostra città sta subendo».

«Questo è il momento – conclude il coordinatore – dell’unità di intenti, della serietà e della competenza nell’affrontare la situazione. Per questo motivo Forza Italia è disposta a mettere a disposizione dei cittadini i propri esperti, i quali insieme a quelli degli altri partiti che vorranno partecipare al tavolo di crisi, studieranno un piano per richiedere al governo lo stato di crisi economica della città». —

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