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Scende dall'impalcatura e parla con la ministra: "Rivoglio il reddito di cittadinanza" - Video
Un ex ambulante di 62 anni era salito sulla torre di via Can Bianco a Pistoia per protestare contro il provvedimento subito. Decisiva l'iniziativa di un consigliere comunale del M5S
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PISTOIA. E' terminata dopo oltre 12 ore la clamorosa protesta di Stefano Barli , sceso attorno alle 18 di venerdì 27 febbraio dalle impalcature della torre Bemporad, nel centro di Pistoia sulle quali era salito al mattino per protestare perché gli è stato tolto il reddito di cittadinanza, di cui ritiene di averne diritto.
Appena sceso è stato portato in ospedale per accertamenti medici, quindi trasferito in questura per gli atti di competenza, che saranno trasmessi all'autorità giudiziaria. I reati ipotizzati sono violazione di domicilio, procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. La decisione di scendere dalle impalcature è stata determinata sia dalle avverse condizioni meteo, sia dall'appello di un consigliere comunale del M5s, Nicola Maglione, che è riuscito a metterlo in contatto con la ministra del lavoro Nunzia Catalfo. Lo stesso Maglione ha dato la sua disponibilità ad interessarsi della vicenda.
Barli, ex ambulante di 62 anni,era salito nelle prime ore della mattinata sulla torre Bemporad. in via del Can Bianco, nel centro di Pistoia, in segno di protesta perché l'Agenzia delle entrate gli ha tolto il reddito di cittadinanza. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, un'ambulanza e la polizia per cercare di dissuaderlo. Ma Barli aveva chiesto di parlare con il ministro Luigi Di Maio e il presidente del consiglio Giuseppe Conte "onde ripristinare il dovuto maltolto".
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Barli non è nuovo a gesti eclatanti. Già nell'aprile 2014, insieme alla moglie, salì sul Battistero minacciando di buttarsi di sotto perché il Tribunale dei minorenni gli aveva tolto i due figli di 2 e 6 anni per verificare la sua capacità di esercitare correttamente il ruolo di genitore. Ora è nuovamente salito sulla torre con un cartello giallo nel quale spiega che "una povera famiglia non può beneficiare di quello che è suo, ma gli viene pure tolto il reddito di cittadinanza che gli spetta e gli è dovuto". La strada è strata transennata e sul posto si trovano diversi mezzi dei vigili del fuoco e un'ambulanza.
"Due anni fa - spiega al telefono l'uomo - una signora che prese a cuore la nostra situazione stipulò una assicurazione sulla vita, indicando come beneficiari i nostri figli. Adesso che la signora è morta, ci sono arrivati 16mila euro, che non sono però nella nostra disponibilità perché gestiti dal giudice tutelare e servono solo per eventuali necessità dei nostri figli, che da un paio d'anni ci sono stati riaffidati. Tuttavia, per il fisco, quei soldi fanno cumulo con le piccole entrate che derivano da lavoretti che svolgo saltuariamente, pertanto ci è stato tolto anche il reddito di cittadinanza, che per noi era fondamentale".
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