Il Tirreno

Pistoia

Lo zoo di Pistoia spegne 50 candeline e festeggia con eventi tutto l’anno

Alessandra Tuci
Lo zoo di Pistoia spegne 50 candeline e festeggia con eventi tutto l’anno

Dal 4 al 6 marzo previsto un meeting dei maggiori esperti di orsi. In programma anche incontri dedicati al lupo

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PISTOIA. Sette ettari di estensione con oltre 400 animali. Un polmone verde pulsante lontano dal grigio del cemento e dagli affollati centri commerciali dove lasciarsi cullare dai dolci ricordi d’infanzia. Questo è il Giardino Zoologico di Pistoia per bambini ed adulti, un luogo incantato nel bel mezzo della natura e che quest’anno compirà il suo primo mezzo secolo di vita. Non esiste pistoiese che non abbia varcato la sua soglia almeno una volta. Da bambino prima, da adulto oggi.

Il Giardino Zoologico, diretto dal dottor Paolo Cavicchio, conserva un posto nel cuore di ogni cittadino pistoiese.

Cinquanta candeline. Come pensate di festeggiare?

«Vorremmo dedicare la giornata del 19 aprile ai nostri visitatori in prima battuta: senza visitatori il nostro non sarebbe un giardino zoologico. Poi – spiega Paolo Cavicchio, veterinario alla guida del parco – festeggeremo con tutto lo staff, vero motore di questa avventura e con la famiglia e gli amici che ci hanno accompagnato, accettando i nostri orari, le nostre giornate di festa sempre impegnate, gli imprevisti che si celano dietro questo lavoro».

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Il programma per onorare il 50esimo prevede eventi durante tutto l’anno con conferenze, attività dedicate ai più piccoli e giornate a tema per tutti i visitatori del parco.

«Tra i primi appuntamenti – continua Cavicchio – vi segnalo che dal 4 al 6 marzo ospiteremo un importante meeting dei maggiori esperti europei di orsi, un’occasione per delineare strategie di conservazione per questi bellissimi animali. In collaborazione con la Biblioteca San Giorgio di Pistoia, invece, organizziamo due eventi per parlare di lupo, attraverso le favole per i bambini (il 14 marzo) e con un incontro tra la cittadinanza e gli esperti, tra cui la dottoressa Francesca Ciuti, il 21 marzo».

Cosa vuol dire essere direttore di uno dei Giardini Zoologici più conosciuti in Italia e non solo?

«Non è sicuramente un mestiere semplice ed è allo stesso tempo uno dei più desiderati dai bambini – afferma il veterinario – La complessità risiede nelle tante attività quotidiane: occorre occuparsi degli animali e della loro gestione, dello staff e delle loro professionalità, dei visitatori e delle loro esigenze, delle strutture e delle loro normative, oltre agli imprevisti e alla loro pronta risoluzione. Al mattino credi di esserti impostato la giornata in modo perfetto e poi finisce sempre come non puoi nemmeno immaginarti. Ma questo è anche il bello del ruolo, in cui devi costituire un substrato di comfort in tutti gli ambiti e settori e la variabilità delle tue mansioni rende ogni giorno unico, stimolante e pieno di vitalità. Ecco, appunto, per pensare a tutto ciò bisogna essere molto molto razionali, o forse anche un po’ folli».

Quali sono gli animali che più affascinano le persone?

«Leoni, tigri, giraffe hanno da sempre un gran fascino per tutti ma molti dei nostri visitatori sono innamorati anche degli animali che hanno storie particolari da raccontare. E scopri che le lontre Arturo e Margherita sono amatissime dal pubblico che entra per andarle a conoscere, oppure gli orsi Teddy e Okila che sono seguitissimi sui social network. Tra i più fotografati ci sono le rarissime capre Markor, con le loro incredibili corna».

Come ha iniziato questo lavoro?

«Sono cresciuto nel parco ed è difficile non rimanere meravigliati e coinvolti da questo mondo fatto di flora, fauna ed uomini con tutte le loro interconnessioni. Quando poi è stato il momento di decidere la professione ho avuto la grande fortuna di poter studiare medicina veterinaria degli animali esotici e selvatici che di questo mondo è uno degli elementi portanti».

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