Gioco
Il giardino aprì le porte il 19 aprile del 1970
Il fondatore Raffaello Galardini lo creò assecondando la sua grande passione per il mondo degli animali
PISTOIA. Era il 19 aprile del 1970 quando Raffaello Galardini, nonno materno di Paolo Cavicchio, inaugurò lo zoo di Pistoia, assecondando la sua grande passione per gli animali e dando vita ad una struttura istituzionale sostenuta economicamente solo dai visitatori. . Lo zoo nacque con l’intento di mostrare da vicino animali mai visti. Il pubblico di allora, contrariamente a quello di oggi, non aveva la possibilità di scoprire il mondo naturale da documentari, viaggi, riviste, per cui forte era l’interesse per tutto ciò che era esotico e quindi affascinante.
Oggi il parco è passato alla guida del veterinario Paolo Cavicchio e della moglie Eleonora Angelini, responsabile della comunicazione e dei progetti scolastici. Un legame indissolubile con il passato ma con gli occhi puntati al futuro.
«Il Giardino in questi anni è cambiato moltissimo – spiega Paolo Cavicchio – da zoo degli anni ’70 dedicato solamente al relax dei visitatori a parco che ha subìto una metamorfosi nei contenuti e nella missione: oggi è un centro dedicato non solo alla socialità dei frequentatori ma anche alla conservazione di specie minacciate, alla ricerca scientifica, alla didattica ambientale».
Le gabbie di una volta, spiega, sono oggigiorno exhibit naturalistici che consentono di vedere da vicino gli animali nel rispetto del loro benessere, con barriere sempre più “trasparenti” ma in sicurezza.
«La nostra missione è quella di rappresentare un centro per accrescere nel pubblico la conoscenza della biodiversità e il suo valore per la vita umana. E la storia che vogliamo raccontare al pubblico è quella dell’incontro tra uomo e natura non solo come conflitto ma soprattutto per la meraviglia e l’emozione che questa suscita».
Come vede il futuro del parco?
«Vedo una sfida molto interessante seppur complessa – afferma il titolare – Viviamo un periodo epocale con due grandi temi interconnessi: cambiamenti climatici ed estinzioni di massa. Non ho ovviamente una soluzione facile a problemi così complessi e pensare di risolverli in un piccolo centro di provincia è follia. Ma sappiamo che conoscenza e cooperazione saranno parti integranti delle possibili soluzioni. Ecco, noi crediamo che sempre di più che con il network degli zoo (italiano, europeo e mondiale) saremo parte del sistema di diffusione della conoscenza e delle soluzioni alle problematiche ambientali e che le nostre azioni di conservazione saranno sempre di più coordinate ed efficaci. Il network dei giardini zoologici è il secondo al mondo per investimenti in progetti di conservazione negli ambienti naturali. Noi saremo sempre più parte di questo network. Agli uomini piacciono le sfide e noi con il sostegno dei nostri visitatori e la professionalità del nostro staff saremo all’altezza della sfida». –
Alessandra Tuci
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