Il Tirreno

Pistoia

Montata la tenda per il pre-triage Ma ci sono voluti due tentativi

Fabio Calamati
Montata la tenda per il pre-triage Ma ci sono voluti due tentativi

La prima aveva una sola apertura. Tutto ok nel pomeriggio Al Pronto soccorso giornata tranquilla e senza mascherine

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PISTOIA. È entrata in funzione ieri sera o, più probabilmente, stamani, la grande tenda di fianco al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo riservata ai pazienti con sintomi compatibili con il Coronavirus che arriveranno con mezzi propri al pronto soccorso. Lo spazio per il cosiddetto “pre-triage”.

Gli uomini dell’area emergenza” della Misericordia toscana ci hanno messo circa mezz’ora ad allestire la tenda gonfiabile, di robusta tela grigia, nel piccolo parcheggio di fianco al pronto soccorso. Un grande spazio interno, un ingresso rivolto nella direzione d’arrivo delle ambulanze (e delle auto private), un’uscita dalla parte opposta, dove comunque c’è ancora spazio di manovra per dei mezzi a quattro ruote. La Regione metterà a disposizione sei infermieri interinali, gli unici autorizzati ad operare all’interno della tenda. Lo spazio vuoto ieri sera attendeva ancora di essere attrezzato come un vero e proprio ambulatorio: scrivania, lettino per le visite, prese elettriche per computer e apparecchi diagonistici. Ma, come detto, già da stamani tutto dovrebbe essere a posto.

In effetti un po’ di tempo lo si è perso. La tenda avrebbe potuto già essere montata a mezzogiorno di ieri: gli uomini della Protezione civile avevano già transennato la porzione di parcheggio scelta... poi ci si è accorti che la tenda recapitata a Pistoia non aveva aperture sul lato posteriore e avrebbe quindi creato problemi di circolazione interna tra pazienti, medici e infermieri.

Un ostacolo che però nel pomeriggio è stato superato. A sovrintendere alle operazioni, l’ingegnere Ermes Tesi, dell’Asl Toscana centro area pistoiese.

Nel frattempo l’ospedale San Jacopo continua a vivere una giornata tranquilla. Nel grande atrio e lungo i corridoi, non si vedono segni apparenti di emergenza. Anche al Pronto soccorso, ieri mattina, c’era una sola ragazza che indossava una mascherina. Gli altri, pochi presenti, del tutto tranquilli.

A metà pomeriggio la sala d’attesa del Pronto soccorso si è riempita. Dallo schermo televisivo va in onda l’ennesimo punto sulla situazione del Coronavirus, il numero di infettati, le loro condizioni. Il giornalista riferisce anche dei due nuovi casi toscani, uno a Firenze e uno proprio a Pistoia: ma si sta ancora attendendo la conferma della loro positività.

Le notizie sul pesciatino rico verato a Pistoia non suscita particolari emozioni: la notizia era già arrivata e digerita via smartphone. «Sì, lo avevo visto che c’era anche un caso a Pistoia – spiega una signora in attesa – del resto c’era da aspettarselo. E nei prossimi giorni sarà ancora peggio. D’altra parte non si può far nulla, speriamo bene. Spero che questa persona ricoverata qui all’ospedale stia meglio. Io? No, niente Coronavirus, sono qui per mia figlia che si è ferita cadendo con il motorino».

Tranquilla, l’infermiera al banco informazioni smista parenti in attesa e malati che fanno capolino dalle porte scorrevoli del pronto soccorso. A tutti rivolge un sorriso e parla con calma.

Nessuno ha addosso la famosa mascherina, diventata un simbolo di questi giorni. «Non ce l’ho e non ne avevo neanche in casa – spiega un’altra donna in attesa – ma credo che mettersela non serva a nulla. Vede qui? O ce la mettiamo tutti, o è inutile mettersela, a meno di non essere sicuramente ammalati. Io sono qui da due ore, ho accompagnato un’amica che si sentiva male. Non mi hanno detto nulla delle sue condizioni, né se verrà ricoverata o meno. Io aspetto ancora un po’, poi vado di là e qualcuno mi dirà pure qualcosa». —

Fabio Calamati



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