Sicurezza
Un documentario girato con persone senza dimora
Realizzato dal giovane film maker Filippo Maria Gori, collaboratore del “Tirreno”, sarà presentato giovedì al cinema Roma. La serata introdotta da Claudio Rosati
PISTOIA. Giovedì sera alle 21.30 al cinema Roma – con ingresso gratuito – verrà presentato “Come se niente fosse”, un documentario realizzato da Filippo Maria Gori con alcune delle persone senza fissa dimora che avevano trovato rifugio negli spazi dell’Al’Trove, l’ex-locale situato nel parco di piazza della Resistenza. La serata sarà aperta da un intervento dello storico Claudio Rosati.
Le riprese, svolte tra l’agosto 2018 e l’agosto 2019, hanno toccato anche altre vie del centro storico di Pistoia, ma è soprattutto nel parco di quella piazza che si colloca il racconto del documentario.
«Ho avuto l’occasione di conoscere le persone che dormivano all’Al’Trove grazie al mio lavoro – spiega l’autore del film, Filippo Maria Gori, studente di antropologia e collaboratore fotografico del “Tirreno” – Nell’agosto del 2018, durante lo svolgimento di un servizio sul degrado in cui versavano alcuni elementi del parco, insieme alla giornalista con cui stavo lavorando, entrammo nel locale abbandonato. La presenza all’esterno di panni stesi e di un peluche aveva fatto pensare che un’intera famiglia potesse essersi trasferita all’Al’Trove».
Il noto ex pub pizzeria di piazza della Resistenza aveva chiuso i battenti a fine 2017 dopo 14 anni di attività. Prima che a settembre cominciassero i lavori di ristrutturazione per il nuovo Fortezza ’59, inaugurato lo scorso 30 gennaio, per quasi due anni il locale ha versato in condizioni di abbandono, divenendo così un rifugio per persone senza fissa dimora.
«Rimasi colpito dalla disponibilità di coloro che incontrammo in quell’occasione – continua Gori – Sono tornato molte volte all’Al’Trove nel corso di quell’anno, con e senza macchina fotografica, e con alcune delle persone conosciute ci siamo frequentati anche fuori dalla piazza. Con il tempo ho avuto modo di capire che quel locale per alcuni di loro poteva costituire un rifugio di fortuna, un posto al coperto dove trascorrere la notte per mancanza di alternative, per altri invece rappresentava una vera e propria dimora di cui prendersi cura, quasi come fosse propria, per renderla sempre più abitabile e, per quanto possibile, confortevole; altri ancora la vivevano come semplice luogo di ritrovo».
Il documentario non mira a focalizzarsi sulle vite delle persone coinvolte, precisa l’autore. Il vero soggetto del film è rappresentato dalla situazione contestuale che si era creata nel parco. Attorno all’ex locale le consuete attività svolte nella piazza – passeggiate, jogging e relax, ma anche affollate manifestazioni pubbliche – proseguivano come sempre.
«L’idea di realizzare un documentario – spiega Gori – è nata quasi subito. Non a caso le persone presenti nel film sono tra quelle conosciute fin dalle mie prime visite. Sono state infatti molte e molti coloro che ho incontrato nell’ex locale: con alcuni ci siamo conosciuti, con altri non siamo andati oltre la stretta di mano. Alcune persone le ho sempre ritrovate, mentre altre non le ho più riviste una seconda volta o per più di qualche settimana. A coloro che prendevano parte alla realizzazione del documentario spiegavo che il mio lavoro non avrebbe seguito le tempistiche dei servizi giornalistici. Ci saremmo presi tutto il tempo necessario, senza alcuna urgenza, e una volta rivisto insieme il filmato montato ne avremmo concordato la diffusione. È così che questo piccolo film della durata di mezzora è stato realizzato».
“Come se niente fosse” non è il primo lavoro che il pratese Filippo Maria Gori realizza come filmaker a Pistoia. Nel 2017 assieme al padre Lorenzo Enrico, fotoreporter del “Tirreno”, aveva scritto e diretto il docu-film “Italo”, patrocinato da Pistoia Capitale della Cultura 2017. Il docu-film racconta la storia di Italo Franceschi, un bambino pistoiese morto nell’autunno del ’44 giocando con una bomba inesplosa. Nello stesso anno Gori realizza assieme ad Alberto Vannacci il corto documentario “FiglioDì” (Premio speciale per la Solidarietà e l’Impegno sociale all’edizione 2018 del Premio Zoroastro) sulle realtà di due associazioni del terzo settore, entrambe impegnate in attività di integrazione sociale: FuturoDomani (Prato) e Arci Madiba Onlus (Pistoia). Sempre con Vannacci nel 2019 è co-autore del documentario “I Lampadieri”, realizzato per il Comitato provinciale Arci di Pistoia sulle funzioni e le attività delle Case del Popolo della provincia.
Per la realizzazione di “Come se niente fosse” Gori ha invece collaborato con Beatrice Mele (post-produzione suono) e Claudia Sicuranza (colorist).
«È molto importante per me – aggiunge – che il documentario venga presentato a Pistoia. In questa città è stato realizzato ed dunque a essa che appartiene». —
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