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Risolto all’ospedale S. Jacopo il problema dei ricoveri fuori reparto: ecco come

Risolto all’ospedale S. Jacopo il problema dei ricoveri fuori reparto: ecco come

In area chirurgica meno “appoggi” dei pazienti destinati all’area medica quando crescono gli accessi in pronto soccorso

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PISTOIA. Un’agenda per i ricoveri programmati, dimissioni dei pazienti al mattino e nei giorni festivi e aumento dell’attività residenziale territoriale: sono azioni intraprese all’ospedale di Pistoia, diretto dalla dottoressa Lucilla Di Renzo, per la riduzione dei cosiddetti “appoggi” in chirurgia dei pazienti destinati all’area medica.

Nel 2019 i pazienti ricoverati “fuori reparto” sono stati 245 contro i 687 dell’anno precedente.

La dottoressa Grazia Panigada, direttore dell’area medica aziendale, spiega com’è stato possibile risolvere il problema: «Quello del San Jacopo è il miglior dato dell’Azienda ottenuto tramite una serie di interventi e tra questi: l’aumento di 8 posti letto di area medica (nuovo setting D) prevalentemente destinati ai pazienti provenienti dal percorso di emergenza e urgenza, raggiunto con un riequilibrio tra i posti letto medici e chirurgici; la condivisione delle agende dei ricoveri programmati tra le diverse specialistiche mediche; il briefing giornaliero in pronto soccorso tra il direttore Andrea Cai e i direttori delle Specialistiche Mediche (Massimo Giusti, Gabriele Nenci, Marco Comeglio, Gino Volpi, Alessandro Natali; Carlo Adriano Biagini, Massimo di Pietro), la Direzione Sanitaria del presidio ospedaliero, la Direzione Infermieristica, l'Acot (Agenzia di Continuità Ospedale e Territorio) e il Bed Manager, per programmare le dimissioni giornaliere e contemporaneamente assegnare il posto letto ai pazienti in attesa con patologie afferenti all’area medica. Vanno inoltre sottolineati il maggiore filtro dei pazienti da parte del personale del pronto soccorso; le dimissioni dei pazienti sette giorni su sette; la diminuzione della degenza media che è passata da otto a sette giorni a fronte dell’aumento dei ricoveri (circa 21 al giorno) e l’aumento dei ricoveri (549) in strutture residenziali territoriali (le cure intermedie) per i pazienti più fragili».

In particolare l’incremento dei posti letto di area medica è stato ottenuto attraverso una diversa modulazione (attuata da un paio di anni) del day surgery e poi dei posti letto destinati alla gastroenterologia: i nuovi posti letto sono attribuiti alla Medicina Interna diretta dal dottor Giusti e contestualmente è stata realizzata una II Medicina.

A tutte queste azioni si aggiunge quella svolta da Francesco Piemonte che ricopre il ruolo di Bed Manager: la figura di riferimento nella pianificazione della logistica dei letti, dall’ingresso al pronto soccorso ai ricoveri nei reparti, a cui tutti si affidano soprattutto nelle emergenze, ad esempio quelle legate al picco influenzale. Va naturalmente sottolineato l’impegno quotidiano dei Coordinatori Infermieristici e del personale infermieristico e degli operatori sociosanitari dei setting interessati, al fine di garantire tutte quelle attività che permettono dimissioni e ricoveri nei tempi programmati.

Fondamentale per ottenere questi risultati, oltre che per garantire una migliore gestione dei pazienti in appoggio, è stata l’assegnazione del tutoraggio ad un unico Team Medico afferente alla Medicina Interna 2 diretta dal dottor Nenci, con il compito di seguire da un punto di vista clinico i pazienti collocati in aree assistenziali diverse da quella medica.

Rispetto a questa organizzazione il dottor Giancarlo Landini, direttore del dipartimento specialistiche mediche, aggiunge: «Ci eravamo impegnati a ricoverare i malati nei posti letto più appropriati riducendo il rischio clinico ed ottimizzando la degenza media al fine di avere meno attese al pronto soccorso e maggior efficacia nelle cure. La nuova organizzazione è sostenuta anche dal Day Service, diretto dal dottor Franco Cipollini, dove i pazienti possono eseguire, in solo giorno o in poche ore, e senza il disagio del ricovero, indagini diagnostiche, terapie e visite programmate. Il passo successivo sarà l'apertura, a breve, di un’area medica ad alta intensità assistenziale dotata di tecnologie e informatizzazione». —



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