Toscana
Mercato, rottamazione flop poche le licenze restituite
Pistoia, l’assessore Risaliti polemizza con la categoria e annuncia: andremo avanti con i controlli su morosità e decadenza dei titoli. Polemiche sull’ordine pubblico
PISTOIA. Maggioranza di centrodestra in difficoltà sui temi del commercio ambulante e della sicurezza, entrambi evocati nel consiglio comunale di lunedì scorso.. Replicando ad una comunicazione di Iacopo Vespignani, capogruppo di Pistoia Concreta (parte integrante della maggioranza che sostiene il sindaco Alessandro Tomasi), l’assessore al commercio Gianna Risaliti ha dovuto ammettere che l’ultimo bando sulla rottamazione delle licenze dei commercianti ambulanti che compongono il mercato bisettimanale non è andato come si attendeva l’amministrazione.
In particolare, rispetto alle 8-9 licenze che avrebbero dovuto essere ritirate (in cambio di un incentivo di 3.500 euro), le domande valide presentate sono state 5, 3 delle quali per il mercato del sabato e 2 per quello del mercoledì. Un po’ poco (gli operatori del mercato sono circa 80) per consentire il diradamento dei banchi auspicato dall’amministrazione per motivi di sicurezza e di estetica. L’assessore non ha nascosto il proprio disappunto rispetto alle previsioni maturate nei tavoli di confronto con le associazioni di categoria. «Gli operatori dovrebbero fare pace con se’ stessi» ha sbottato.
Comunque Risaliti ha annunciato la volontà di procedere con la strategia di diradamento dei banchi: saranno anche controllati i casi di morosità e gli altri casi di decadenza.
Lo scopo, come detto, è quello di avere una mappa del mercato con spazi più ampi, anche per evitare incidenti come quello della settimana scorsa in via Cavour, quando un’ambulanza non riuscì a raggiungere una persona colta da malore a causa dell’eccessiva occupazione della strada da parte degli ambulanti.
A seguire, una comunicazione del capogruppo della Lega Gabriele Gori sull’ordine pubblico: citando alcuni casi saliti alla ribalta della cronaca (furti nei vivai, rapine) ha affermato che «a Pistoia si vive come nel Far West» e ha lamentato una sottovalutazione del problema da parte degli stessi alleati di governo.
Tina Nuti (Pistoia spirito libero) ha aggiunto carne al fuoco chiedendo conto del funzionamento effettivo del sistema di telecamere in centro, mentre Tripi (Pd) ha rilanciato dubbi sull’effettiva efficacia dei provvedimenti presi dalla giunta, precisando però di non ritenere Pistoia un Far West.
Le polveri le ha accese l’intervento di Iacopo Vespignani (Pistoia concreta). secondo il quale «è giusto non abbassare la guardia, ma non stiamo vivendo un Far West». E ha citato le ricerche sul benessere, che piazzano Pistoia a metà graduatoria per quanto riguarda i furti.
Pronta e ironica la replica di Gori, che ha identificato proprio nelle parole di Vespignani la prova della sottovalutazione del tema “ordine pubblico” da parte della maggioranza. E definendo alla fine «fuori luogo» l’intervento del collega di maggioranza.
Nel prosieguo del dibattito, Sgueglia (FdI) ha sottolineato l’efficacia delle scelte dell’amministrazione sui parchi pubblici, che ora sono più sicuri.
Maglione (5 Stelle) è tornato a sollecitare l’assunzione di un nutrito gruppo di ausiliari del traffico. Cenerini (Pistoia sorride) ha sottolineato l’inconsistenza degli allarmi lanciati dalla destra sul tema ordine pubblico. —
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