La parabola lunga 12 anni dal maxi-appalto al crack
PISTOIA. Il recupero dell’area ex Breda est è senza dubbio l’operazione urbanistica più ambiziosa concepita a Pistoia nel dopoguerra. Trasformare in un quartiere nuovo di zecca la grande area accanto alla stazione ferroviaria e a ridosso del centro, lasciata libera dopo il 1970, dallo spostamento della Breda costruzioni ferroviarie nell’attuale sede di via Ciliegiole.
Il piano varato dal Comune prevedeva la realizzazione di molte strutture pubbliche oggi già realizzate: la biblioteca comunale, l’area espositiva (detta Cattedrale), il polo universitario, la nuova sede della questura-prefettura. Previsto anche un albergo di lusso (già quasi pronto), un grande parcheggio sotterraneo (800 posti, metà da mettere a disposizione del Co mune), due piazze, una strada centrale, numerosi appartamenti, uffici e negozi. Nel 2006, dopo un’asta, il Comune assegnò alla Giusti per l’edilizia l’esecuzione delrecupero: la società sarebbe divenuta proprietaria dell’area, pagando al Comune le opere pubbliche (strada, piazze, posteggi). La Giusti, dopo i primi anni di lavori, entrò in crisi finanziaria. Nel 2014 le banche misero a punto un rifinanziamento per salvare l’azienda, che però nel 2016 dovette fermarsi definitivamente. Due anni dopo, il fallimento.
Ora il grande cantiere, con alcune opere quasi finite, altre a buon punto e molte ancora da iniziare, è in vendita: i curatori fallimentari cercano un acquirente per acconrtentare i creditori; il Comune spera in un imprenditore che completi il recupero dell’area. —
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