Gioco
Ex Breda, spunta un nuovo problema Terreni ancora da bonificare nel lotto B
Nell’area delle collinette di terra il cromo delle lavorazioni della fabbrica San Giorgio. Nessun rischio ma i costi aumentano
PISTOIA. Centinaia di tonnellate di terra, depositata negli anni fino a formare delle vere e proprie collinette sulle quali ha fatto in tempo a crescere l’erba. Si presenta così il “lotto B” dell’area ex Breda est, l’area – per intendersi – dove finora il grande cantiere edile aperto dalla Giusti per l’edilizia non è ancora arrivato. Una semplice recinzione divide l’area dagli ingressi della Biblioteca San Giorgio e della Cattedrale.
E quei cumuli di terra nascondono un problema non da poco per chi volesse subentrare alla fallita Giusti per l’edilizia. Nessuna bonifica lì è stata mai svolta, a differenza degli altri lotti. Le terre, quindi, sono ancora contaminate, con in particolare concentrazioni di cromo sopra ai livelli previsti per legge. Il frutto – è logico pensarlo – dei decenni di lavorazioni che in quell’area sono state svolte quando lì c’era lo stabilimento ferroviario San Giorgio e, in particolare, il reparto verniceria.
La presenza di queste sostanze non è un segreto. La perizia per il fallimento dell’ingegner Giorgio Ciatti ne parla più volte. E uno dei due gruppi imprenditoriali che da tempo si sta dimostrando interessato a rilevare l’area, ha fatto eseguire di recente delle verifiche.
Perché non sono state fatte bonifiche? Nel suo intervento di ristrutturazione dell’area, interrotta tra anni fa per la crisi (e poi il fallimento) dell’azienda, la Giusti per l’edilizia si era concentrata sugli altri lotti, quelli dove sono stati quasi terminati il parcheggio sotterraneo (lotto H)e l’albergo cinque stelle (lotto O). Il lotto B fu lasciato momentaneamente da parte, anche perché ospitava (ed ospita tuttora) il grande parcheggio a raso utilizzato dagli utenti della biblioteca, del polo universitario e della Cattedrale, quando vi sono degli eventi. E così, anno dopo anno, il lotto è divenuto un vero e proprio deposito di terreni di escavazione.
Terreni, come detto, contaminati e bisognosi di bonifica. Attenzione: non stiamo parlando di rischi per la salute pubblica, altrimenti le relative ordinanze sarebbero già scattate. No, il vero problema è di ordine economico: realizzare quelle bonifiche costerà caro.
A chi? Ecco il punto. Dopo il fallimento della Giusti per l’edilizia, il giudice delegato e i curatori stanno cercando un acquirente che acquisti in blocco tutta l’area ex Breda (valore stimato, oltre 10 milioni di euro) e completi quello che la Giusti ha lasciato a mezzo: i parcheggi interrati, l’albergo, le piazze, la strada centrale. Nel lotto B, per dire, è prevista la realizzazione di un edificio di 5 piani con 75 appartamenti, più 86 posti auto sotterranei. Finora si è cercato di vendere tutto in un blocco unico, ma le due aste (a novembre e a gennaio 2020) sono andate deserte. Se la vendita sarà unica, l’acquirente dovrà accollarsi – oltre ai lotti già completati e quindi più interessanti – anche il lotto-discarica. Ma se alla fine si decidesse di procedere con il temuto “spezzatino”, è assai probabile che il lotto B non trovi acquirenti.E per un compiuto recupero dell’area ex Breda ci sarebbe un problema in più da risolvere. —
Fabio Calamati
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