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Processo per uxoricidio: studenti del Forteguerri vestono i panni di giurati pubblica accusa e difesa
Ricostruito in tribunale un caso realmente accaduto nel 2001 con un dibattimento in piena regola anche con veri giudici e avvocati
l’evento
Il pubblico ministero aveva chiesto 30 anni di reclusione, per omicidio volontario. Ma così come era accaduto nella realtà 16 anni fa, l’imputato, accusato di aver ucciso la moglie anziana e inferma, è stato assolto. Ad emettere il verdetto, i sei studenti che ieri mattina, nell’aula collegiale del tribunale di Pistoia, hanno vestito i panni dei giurati popolari nel processo simulato celebrato nell’ambito delle iniziative che la Camera penale di Pistoia sta portando avanti con il suo Progetto legalità nelle scuole.
A far parte della Corte di Assise chiamata a giudicare il caso – realmente accaduto nell’agosto 2001 a Montecatini – anche due veri giudici: Stefano Billet, presidente della sezione penale, e Pasquale Cerrone, che hanno guidato, nella comprensione delle testimonianze a cui hanno assistito in aula, i ragazzi, studenti delle classi quinte dell’indirizzo economico-sociale del Liceo Forteguerri di Pistoia.
Così come i loro compagni (tutti delle sezioni B E G e H) che sono stati chiamati a formare il collegio della pubblica accusa (con il pm impersonato dal luogotenente dei carabinieri Placido Panarello) e quelli che facevano parte del collegio difensivo a fianco dell’avvocato Giuseppe Castelli, lo stesso legale che nel vero processo difese l’imputato allora novantenne accusato di aver provocato la morte della moglie inferma, da lui accudita per anni, strangolandola con un laccio: quel segno sospetto riscontrato durante l’autopsia sul collo della donna, morta per infarto all’ospedale, era in realtà una piaga da decubito.
I ragazzi del Forteguerri – un’ottantina in tutto assieme a quelli che hanno assistito al processo – erano accompagnati dai professori Stefania Nesi (coordinatrice del progetto “Silenzio in aula! Entra la Corte” ), Piero Chiti e Susanna Villani.
Gli studenti che rappresentavano accusa e difesa hanno interrogato in prima persona i vari testimoni sfilati in aula nell’istruttoria dibattimentale: soccorritori, investigatori e consulenti tecnici del tempo interpretati dagli avvocati Paola Innocenti, Katia Bonari, Lorenzo Cerri, Alessandro Nocetti e Andrea Mitresi.
«La competenza e la bravura anche nel trattare con gli studenti sia da parte dei giudici che dei rappresentanti della pubblica accusa e della difesa – spiega Paola Innocenti, tra i referenti della Camera penale per il progetto legalità – hanno fatto sì che alla fine del processo i ragazzi siano rimasti davvero entusiasti della bella esperienza vissuta. Entusiasti fin da quando abbiamo proposto l’iniziativa, anche la preside del Forteguerri, Anna Maria Corretti, e il presidente del tribunale Maurizio Barbarisi, che ha portato il suo saluto ai ragazzi prima dell’inizio del processo».
Processo che, come detto, si è concluso con l’assoluzione (gli studenti-giurati non conoscevano il verdetto del vero processo) al termine di una camera di consiglio “aperta”, così che tutti i ragazzi potessero “assistere” alle osservazioni e alle discussioni solitamente segrete. —
Massimo Donati
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