Italia
«Museo Marini casa dell’arte» Anche il Fai scende in campo
Il gruppo di Pistoia pronto a sostenere le iniziative per dire “no” alla chiusura «L’artista e le sue opere sono parte integrante dell’identità della città»
Pistoia. «Il Museo Marino Marini è una vera casa dell’arte a tutto tondo, capace di creare ponti e unire ogni fascia di età e condizione sociale, un vero cuore pulsante per la città, che non deve essere fermato». È con queste parole che i volontari del Gruppo Fai Pistoia e del Gruppo Fai Giovani Pistoia annunciano il loro sostegno al comitato civico "Nessuno tocchi Marino", costituito a gennaio da un gruppo di cittadini in difesa della collezione pistoiese del maestro Marini. Collezione che rischia di essere trasferita nel museo San Pancrazio di Firenze, sotto la gestione dell'omonima Fondazione. Una decisione arrivata alla fine del 2019 con il voto favorevole del consiglio di amministrazione della Fondazione Marino Marini di Pistoia, presieduta da Paolo Pedrazzini, nipote della vedova Marini. Uno schiaffo alla città contro cui - dopo le adesioni di un'ampia fetta del mondo della cultura pistoiese e dei tanti cittadini che hanno preso parte a varie iniziative - si schiera ora anche la sezione dei volontari pistoiesi del Fondo ambiente italiano.
«Siamo pronti - si legge nella nota a firma del Gruppo Fai Pistoia e del Gruppo Fai Giovani Pistoia - a sostenere ogni iniziativa finalizzata a coinvolgere tutta la città per evitare la chiusura del Museo Marino Marini. Disperdere questo patrimonio sarebbe un grave danno all'intera nostra comunità, verso la quale i coniugi Marini hanno sempre avuto un occhio di riguardo, fino all’importante lascito».
Quello stesso lascito, che risale alla fine degli anni '70, quando per volontà dell'artista pistoiese (scomparso nel 1980) e della moglie "Marina" Mercedes Pedrazzini, Pistoia fu scelta come città che avrebbe ospitato il Centro di documentazione dell'opera di Marino Marini. Scelta a cui seguì, nel 1983, la creazione della Fondazione Marino Marini nella nostra città da parte della vedova dell'artista visionario e, negli anni 2000, il lascito testamentario della donna che mise nero su bianco la sua volontà di lasciare per sempre a Pistoia le opere del marito donate in precedenza ed esposte nel Palazzo del Tau di corso Silvano Fedi. Il museo dove, dalla fine di dicembre sono sospese tutte le attività e i laboratori rivolti ai bambini, e dove alla metà di gennaio sono stati licenziati due dipendenti.
«Marino Marini - continuano i volontari del Fai nella nota - deve restare a Pistoia perché è parte dell'identità culturale di questa città. È nato in questa città e a questa città ha sempre rivolto la sua attenzione. Il Museo è una realtà unica nel suo genere. Qui si sono sviluppati negli anni progetti volti a promuovere la cultura in ogni sua forma, dai laboratori per i bambini, a quelli riservati agli adulti. Dalla pionieristica attività che ha coinvolto i malati di Alzheimer e le loro famiglie, alle sinergie con le scuole e le associazioni. Dalle mostre di artisti locali e internazionali fino alle rappresentazioni teatrali e alle presentazioni di libri e riviste. Tutto questo non può essere fermato». —
Valentina Vettori
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