Gioco
Terzo anno di crescita zero per le aziende la crisi non molla la presa in provincia
Pistoia, nel 2019 ne sono nate 1.988 e cessate 1.998. Tutti i settori chiudono in negativo, crescono solo gli imprenditori stranieri
PISTOIA. Per il terzo anno di fila, nel 2019 l’anagrafe delle imprese attive in provincia di Pistoia fa segnare una preoccupante crescita zero. Tante aziende hanno aperto i battenti nel corso dell’anno, altrettante (o quasi) hanno chiuso. Come se la crisi economica, dopo aver imperversato negli anni passati (dal 2008 sono sparite quasi duemila aziende attive), adesso impedisse all’economia pistoiese di riprendere quota. . I numeri li ha messi in fila, come sempre in questo periodo, il rapporto della Camera di commercio sulla movimentazione delle imprese. Nel corso del 2019 ne sono nate 1.988 e cessate 1.998. In termini di tassi di variazione si tratta sempre di un 6,1%, sia al positivo che al negativo. In termini assoluti, come si vede, le chiusure hanno superato di 10 unità le aperture, portando il totale delle aziende attive a ridosso del livello 28.000.
È vero che nelle altre province le cose non vanno molto diversamente, tanto che a livello regionale il tasso di variazione è sì positivo, ma appena dello 0,1%. Inoltre ci sono province dove le difficoltà economiche hanno fatto chiudere più aziende di quelle che hanno aperto (Arezzo e Siena soprattutto, ma anche Massa Carrara e Pisa). Resta il fatto che nella Toscana centrale, area in cui è inserita Pistoia, Firenze ha chiuso l’anno con un saldo positivo di 183 imprese, Prato addirittura di 283 (crescita dello 0,8%). Insomma, nell’area più ricca e forte della Toscana, Pistoia è sempre più marginale.
Esattamente come lo scorso anno, tutti i settori economici sono in difficoltà. 61 aziende in meno nell’agricoltura, 100 in meno tra le imprese manifatturiere, -63 tra le costruzioni e -192 nel commercio. Se alla fine il saldo è solo di poco negativo, larga parte del merito va alla categoria “imprese non classificate”, che chiude con un attivo di 510 ma che è rappresentato in larga parte da aziende inattive.
Dal punto di vista geografico, è soprattutto il territorio di Montecatini (226 iscrizioni contro 186 cessazioni) a dare un contributo positivo al totale. Pistoia è appena sopra lo zero (607 aziende aperte, 594 chiuse) mentre il tasso di mortalità più forte continua ad essere appannaggio della montagna (San Marcello-Piteglio ha visto aprire 38 aziende e chiuderne 52 nel corso dell’anno, in termini percentuali fa -1,8%).
Le difficoltà sono equamente distribuite anche quando i dati frugano l’andamento di alcuni settori imprenditoriali che negli anni scorsi si erano dimostrati più vivaci della media. Così, ad esempio, le imprese femminili iscritte al registro camerale chiudono l’anno a quota 7.301 (il 22,4% del totale), grazie a 533 nuove iscrizioni, più che bilanciate da 550 cessazioni. Lo stesso dicasi delle imprese giovanili: 2.732 in totale, addirittura in calo netto rispetto al 2018 (-4,5%). Uniche in aumento sono le imprese straniere: 4.076 a fine anno, con 450 nuove iscrizioni contro 323 cessazioni. I settori maggiormente interessati sono le costruzioni e il commercio.
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