Attenzione
S’incatena per ottenere le cure a cui ha diritto
La protesta di un invalido civile davanti alla direzione Asl «Senza iniezioni per i dolori e in attesa da mesi per i denti»
pistoia. Si è incatenato davanti alla sede del centro direzionale dell’Asl, in via Pertini, per rivendicare il diritto alle cure gratuite per gli indigenti, che ritiene di avere. Questa la protesta di Marco Caruso, 61 anni, invalido civile con una percentuale riconosciuta del 74 per cento.
I farmaci che gli servono per alleviare i dolori conseguenti ad un insieme di patologie che lo affliggono sono in fascia C, quindi non vengono passati dal Servizio sanitario nazionale, e la sua pensione d’invalidità, che è di circa 500 euro mensili, non gli permette di acquistarli. Per non parlare delle cure dentistiche, per le quali Caruso dice di essere in lista di attesa da mesi: attualmente, con solo tre denti rimasti, non riesce più a mangiare.
«Ho scritto a tutte le istituzioni, che però non mi hanno risposto – spiega – quindi ho deciso di incatenarmi davanti alla Asl. Quelli che utilizzo sono farmaci antidolorifici, che il Servizio sanitario nazionale non passa, perché non sono salvavita. Ho dovuto fare la cessione del quinto sulla mia pensione, che è già bassa, per acquistarli».
Il 61enne invalido spiega come debba fare quattro o cinque infiltrazioni al mese per i dolori alle gambe e alle spalle, ognuna delle quali costa 62 euro: «Così sono costretto a smettere di curarmi» spiega amareggiato.
Marco Caruso ha anche scritto una lettera al difensore civico della Toscana, in cui ha fatto presenti i problemi che ha incontrato nell’accedere alle prestazioni odontoiatriche a causa della carenza di personale all’ambulatorio pubblico.
“Nel far presente al signor Caruso – ha scritto il difensore all’Asl – che le cure dentistiche sono garantite dalla Sanità italiana a carico del Servizio sanitario Nazionale limitatamente a quei soggetti in condizione di particolare vulnerabilità (categoria nella quale egli sembrerebbe dall’esterno rientrare alla luce della situazione di salute che documenta), sono a chiedere all’azienda sanitaria i tempi e le modalità con le quali è regolato l’accesso alla struttura cui l’interessato fa riferimento e – soprattutto – i criteri con i quali in caso di situazioni urgenti come quella rappresentata dall’interessato si possa gestire la lista d’attesa dando la priorità a quelle situazioni che oltre ad essere urgenti per l’obbiettiva sofferenza dell’utente lo sono anche perché se trascurate rischiano di aggravarsi ulteriormente comportando ulteriori costi e tempi per la cura”. —
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