Gioco
Giro di prostitute nel loro appartamento: il giudice dispone la confisca
Pistoia: marito e moglie hanno patteggiato 2 anni di reclusione, ma la sospensione della pena non serve loro per “salvare” la casa
PISTOIA. A gestire il ricambio all’interno degli appartamenti affittati nel centro di Pistoia attraverso un prestanome erano due transessuali brasiliane. E anche chi, ragazze e trans, invece che fra quattro muri, la prostituzione voleva esercitarla per strada aveva comunque bisogno del loro permesso. Ma il 18 ottobre scorso al culmine di una lunga indagine portata avanti dai carabinieri della Stazione di Quarrata, con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico erano finiti anche marito e moglie titolari di una società immobiliare quarratina: Michele Moscato, 63 anni, e Sandra Colligiani, 60, residenti a Quarrata, proprietari dell’immobile, e quindi dell’appartamento di via Dalmazia 121, a Pistoia, utilizzato per l’attività di prostituzione.. Appartamento per il quale, ieri mattina, il gup del tribunale Patrizia Martucci ha sentenziato la confisca, al termine dell’udienza preliminare in cui i coniugi hanno scelto di patteggiare la pena: due anni di reclusione per entrambi, con il beneficio della sospensione condizionale. La giudice ha disposto la confisca dell’appartamento in quanto bene che è servito a commettere i delitti contestati: “La confisca facoltativa – spiega la Corte di cassazione – è legittima quando è dimostrata la relazione di asservimento tra cosa e reato... la prima collegata al secondo da uno stretto nesso strumentale”.
Sul banco degli imputati, ieri mattina, anche il prestanome che, per conto delle due trans che gestivano il giro di prostituzione, aveva stipulato il contratto di affitto per l’appartamento di via Dalmazia e per uno che si trova in via Quattro Novembre, sempre a ridosso del centro pistoiese: Mario Panebianco, 58 anni, residente a Pistoia, ha patteggiato un anno, sei mesi e 20 giorni di reclusione, con la sospensione condizionale della pena.
Dirette dal pm Leonardo De Gaudio, le indagini della Stazione di Quarrata, guidata dal luogotenente Salvatore Maricchiolo, erano partite nel gennaio 2019 con la denuncia di una cittadina dominicana accusata dello sfruttamento, in un appartamento di Pistoia, di una connazionale, che, con altre ragazze, si prostituiva anche nei pressi di alcuni distributori di carburante in via Toscana e ad Agliana (da qui il nome dell’operazione: “Service Area”). Da lì i carabinieri, attraverso gli annunci pubblicati su internet dalle due donne, hanno visto che sugli stessi siti a luci rosse c’erano tante trans che pubblicizzavano le loro prestazioni a pagamento a Pistoia, sempre nei soliti due appartamenti: in via Dalmazia e in via Quattro Novembre.
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