Gioco
Imu arretrata per 300.000 euro: l’Asl porta in giudizio il Comune di Pistoia
Ricorso alla Commissione tributaria provinciale per l’imposta relativa al 2014.08 L’azienda sanitaria: «Non hanno calcolato le esenzioni previste dalla legge»
pistoia. Il conto da pagare è arrivato sui tavoli dell’ufficio amministrativo lo scorso 14 ottobre: 299.000 euro e rotti per l’Imu relativa al 2014. Una cifra che però l’Asl non ha alcuna intenzione di sborsare al Comune di Pistoia. E per questo, contro quell’avviso di accertamento, si appresta a presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale.. L’azienda sanitaria Toscana centro infatti ritiene che quei soldi non siano dovuti, in quanto per i suoi immobili e terreni presenti sul territorio comunale di Pistoia ha già pagato entro i tempi previsti ciò che per legge era dovuto: 35.217 euro. Secondo l’ufficio legale dell’Asl, infatti, il Comune, nel fare i propri calcoli, non avrebbe tenuto conto delle esenzioni previste dall’articolo 7 del decreto legislativo 504 del 1992 per “gli immobili posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, nonché dai Comuni, se diversi da quelli indicati nell’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 4, dalle Comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle Unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome, dalle Camere di commercio destinati esclusivamente ai compiti istituzionali”.
E per i terreni e gli immobili di proprietà dell’Asl e soggetti all’Imu a Pistoia persisterebbero appunto tali finalità istituzionali.
Fatto sta che il direttore generale dell’Asl Toscana centro, Paolo Morello Marchese, ha firmato una delibera per affidare ad un legale il compito di proporre ricorso. Una delibera immediatamente esecutiva vista l’urgenza di predisporre il tutto prima dell’improrogabile scadenza dei 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento. Stessa motivazione che ha reso necessario conferire il mandato ad un professionista esterno all’ufficio legale dell’azienda sanitaria, che, visto l’attuale carico di lavoro, ha spiegato che non avrebbe potuto rispettare i tempi. A fronte di un preventivo inferiore a quelli che sono i minimi tariffari, il dg ha quindi incaricato l’avvocato Silvia Ginanni di sostenere le ragioni dell’Asl davanti alla Commissione tributaria. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
