Sicurezza
Una settimana fa la corsa dell’Etr 250 Arlecchino
PISTOIA. Il “treno storico” di ieri era composto da una serie di carrozze vecchio stile, con l’aggiunta di quella, speciale, destinata a sala stampa e realizzata dalle Fs per i Mondiali di calcio del 1990.
A trainare il tutto, dal Deposito rotabili storici alla stazione, una vecchia E 646 (fine anni ’50). Ma per il viaggio vero e proprio ci si è affidati ad un’altra locomotiva storica, ma un po’ più giovane, una E656, detta “Caimano” per gli appassionati, dal simpatico animale disegnato su un fianco.
Ma circa una settimana fa, sul tormentato percorso della ferrovia Porrettana, da Pistoia fino a Pracchia, qualche curioso ha potuto osservare uno spettacolo tutto particolare: il passaggio di uno dei treni più eleganti della storia delle ferrovie, un Etr 250 “Arlecchino”. Entrato in servizio nel 1960, fratellino minore dell’Etr 300 “Settebello”, all’epoca il mezzo di punta delle Ferrovie dello stato (un po’ come l’Etr 1000 oggi), l’”Arlecchino” è di proprietà della Fondazione Fs, che lo ha restaurato completamente e lo utilizzerà per l’inaugurazione ufficiale dell’Anno del treno turistico, il 25 febbraio con un tragitto da Roma al museo dei rotabili storici di Pietrarsa. Ma gli appassionati sperano di rivederlo presto sulle curve della ferrovia Porrettana. —
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