Il Tirreno

Pistoia

scontro sul museo 

La Fondazione Marini ignora il Comune respinto l’invito per la commissione

Fabio Calamati

Intanto la Regione chiede di ritirare i due licenziamenti e il sindaco porta al Ministero un dossier su tutta la vicenda

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PISTOIA. Nonostante fossero stati convocati per tempo (una settimana prima) a confrontarsi con il consiglio comunale di Pistoia (in particolare la commissione cultura del consiglio), il presidente della Fondazione Marino Marini, architetto Paolo Pedrazzini, e gli altri componenti del consiglio di amministrazione si sono ben guardati dal presentarsi ieri pomeriggio a Palazzo di Giano.

Si sarebbe dovuto parlare, ovviamente, della situazione del museo pistoiese e del progetto, portato avanti dallo stesso Pedrazzini, di svuotare l’istituzione pistoiese delle opere d’arte del grande scultore, in favore di una loro ricollocazione a Firenze, dove esiste un altro museo dedicato a Marino Marini. Il depotenziamento del polo pistoiese ha già fatto concreti passi avanti, con il blocco delle attività didattiche e il licenziamento di due dei quattro dipendenti. Tutte scelte che a Pistoia stanno suscitando rabbia e proteste, anche perché il legame tra la città e il suo maggiore artista è stato sancito con chiarezza nelle volontà della vedova Mercedes Pedrazzini. alla quale si deve appunto la creazione del museo pistoiese e dell’annessa fondazione.

Con una lettera al presidente della commissione, Gabriele Sgueglia, Pedrazzini spiega di ritenere «del tutto inopportuna la partecipazione ad una commissione consiliare», visto anche che le questioni inerenti alla attività istituzionale della Fondazione stessa sono già state sottoposte all’autorità giudiziaria e al prefetto di Pistoia per quanto di loro competenza. Immaginabili la delusione e l’irritazione dei consiglieri comunali. D’altra parte lo stesso Pedrazzini aveva promesso, il 23 dicembre, che avrebbe spiegato i suoi progetti in una conferenza stampa entro il mese di gennaio. Il mese è spirato ma l’architetto (nipote della vedova di Marini) non ha convocato nessuna conferenza stampa.

L’altro ieri, intanto, il sindaco Alessandro Tomasi è andato a Roma a consegnare un dossier su tutta la vicenda al capo di gabinetto del ministro Dario Franceschini. In Comune si punta molto, per fermare i progetti di Pedrazzini, sull’esposto presentato nei giorni scorsi dal legale incaricato dal Comune, Alessio Colomeiciuc.

Ieri, invece, si è svolto a Firenze l’incontro all’Unità di crisi lavoro della Regione richiesto dalla Cgil. Il responsabile dell’Unità, Gianfranco Simoncini, scriverà al presidente della Fondazione Marino Marini chiedendo di ritirare le due lettere di licenziamento.

Ma la Cgil non si limita a questo. Per mobilitare la cittadinanza contro l’ipotetica spoliazione del museo ospitato a Palazzo del Tau, il sindacato sta organizzando una serie di assemblee sindacali aperte nell’atrio. La prima è già in programma il 4 febbraio alle 17,30: ci sarà l’artista Federico Gori. —

Fabio Calamati

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