Sicurezza
Travolta e uccisa da un’auto vicino a casa, muore a 67 anni
La donna si stava recando a gettare un sacchetto di rifiuti. Inutile la corsa dell’ambulanza all’ospedale San Jacopo
PISTOIA. «Non c’è un perché a morire così. Andare a camminare per stare meglio ed essere uccisi da un’auto». Roberto Paglia, 40 anni, non si dà pace. Meno di dieci ore fa sua madre, Maria Carrozza, 67 anni, è stata travolta e uccisa da un’auto sulla via Bonellina, all’altezza del distributore Q8, mentre andava a gettare nel cassonetto un sacchetto di rifiuti. Erano le 5,30 di ieri e la signora Maria, dopo essersi liberata della spazzatura, aveva l’abitudine di fare una camminata insieme ad una amica, sulle strade sterrate in mezzo ai vivai della zona. Una buona abitudine che aveva mantenuto anche dopo essere andata in pensione, un anno fa.. Ma ieri, purtroppo, Maria Carrozza non ha fatto in tempo ad attraversare via Bonellina. Un’auto, una Ford di colore nero, guidata da una donna di 44 anni che si stava dirigendo verso Bonelle, l’ha travolta senza lasciarle scampo.
Un impatto violentissimo in mezzo alla strada, in quel momento ancora avvolta dal buio e con pochissimo traffico. Gravissima la ferita alla testa riportata dalla pensionata: i soccorritori della Misericordia e del 118 ne hanno disposto subito il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo, ma alla fine non c’è stato nulla da fare.
La dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità sono all’esame dell’ufficio sinistri della polizia municipale, che ha effettuato i rilievi sul posto. Di certo la donna si stava recando a gettare dei rifiuti nei cassonetti che si trovano su un lato dello spiazzo occupato dal distributore automatico della Q8. I soccorritori infatti hanno trovato il sacchetto accanto al corpo della donna. Un aiuto nella ricostruzione dell’accaduto potrebbe venire dalle telecamere di cui dovrebbe essere dotato il distributore. I vigili urbani, comunque, stanno effettuando le verifiche necessarie. La donna alla guida dell’auto si è subito fermata dopo l’incidente ed è stata sottoposta ai controlli da parte della polizia municipale.
Maria Carrozza abitava a circa duecento metri dal punto della tragedia, lungo una traversa sterrata di via Bonellina. Anche il figlio Roberto Paglia si alza presto: ieri si è recato al lavoro (è impiegato presso una cooperativa) ed è lì che è stato chiamato dopo l’incidente. A lui è toccato il compito del riconoscimento. Ieri all’ora di pranzo aspettava ancora di sapere quando il corpo della mamma gli sarebbe stato restituito.
Maria Carrozza era una donna molto conosciuta, avendo lavorato a lungo al panificio Gelli di Porta San Marco, una delle attività commerciali più conosciute della zona. Da un anno era andata in pensione ma aveva conservato l’abitudine di alzarsi presto.
La tragedia, ieri, ha colpito una famiglia molto unita e vasta. La signora Maria ha perso il marito alcuni anni fa, ma aveva ancora la compagnia dei tre figli: la più grande, di 44 anni, e i due maschi di 40 e 29 anni. Una famiglia che si era ingrandita nel tempo grazie a numerosi nipoti, che erano affezionati alla nonna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
