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Pedrazzini e il cda convocati in Comune: "Si faccia chiarezza sul futuro del Museo"
Il presidente della IV Commissione consiliare Sgueglia ha fissato un confronto con la Fondazione Marino Marini
PISTOIA. L’improvvisa e inspiegabile sospensione delle attività del Museo Marino Marini ha indotto il presidente della IV commissione consiliare del Comune di Pistoia Gabriele Sgueglia a richiedere la partecipazione del presidente della Fondazione Marino Marini di Pistoia, Paolo Pedrazzini, insieme ai membri del consiglio di amministrazione, Carlo Carnacini, Barbara Cinelli e Silvio Evangelisti, ad un confronto “ufficiale e istituzionale” con la commissione cultura che si terrà venerdì 31 gennaio alle 18,30 nella sala di Grandonio.
Questo il testo della lettera. «Egregio Presidente e Consiglieri, la presente per rappresentarvi, come Presidente della Commissione Cultura del Comune di Pistoia, l’urgente necessità di audirVi in qualità di Consiglieri d’amministrazione della Fondazione M.Marini, in una seduta dell’organo da me rappresentato, per fare chiarezza sulla attuale situazione del museo cittadino M.Marini, la quale sta destando preoccupazione fra la popolazione pistoiese. Il tema della commissione a cui siete invitati a partecipare è, come facilmente immaginabile, la decisione della Fondazione da voi amministrata di sospendere le attività del Museo, realizzato oltre trentacinque anni fa dallo sforzo congiunto della vedova dell’artista Mercedes Pedrazzini e dal Comune di Pistoia. Considerata l’assoluta rilevanza delle vostre scelte ed il loro intersecarsi con la vitaamministrativa della nostra Città, ho ritenuto opportuno istruire tramite Commissione Consiliare un confronto ufficiale e istituzionale per approfondire una questione così complessa ed importante per la città cui il maestro Marino Marini era profondamente legato e di cui è stato uno dei più importanti rappresentanti in tutto il mondo. Vi invito a partecipare alla Commissione Cultura fissata per venerdì 31 Gennaio alle 18.30 in piazza del Duomo 1, nella sala di Grandonio.
«In seguito all’invio della lettera - spiega il presidente Sgueglia -, ho quindi provveduto a convocare una seduta della commissione competente dove spero di poter avviare un confronto costruttivo con i vertici della Fondazione Marino Marini nella speranza di comprendere le ragioni che hanno condotto ad una situazione di grande precarietà il Museo Marini Marini e dove pongo come obiettivo comune a tutti i commissari l’individuazione di una soluzione che permetta alla città di non subire la perdita di una parte così importante del nostro patrimonio culturale. Si tratta di un passo fondamentale in quella che ormai è una questione assai rilevante della vita pubblica della città che traccia una strada concreta per provare ad arrivare ad una soluzione reale del problema, lontano dalle polemiche strumentali e le accuse artefatte che alcuni hanno mosso nel proprio interesse politico e non certo nell’interesse dalla città».
Nasce il comitato “Nessuno tocchi Marino”. La battaglia della città in difesa di Marino non si arresta. Perché nessuno privi Pistoia, città natale del grande maestro, del suo simbolo artistico nel mondo, i cittadini non solo fanno sentire ogni giorno la propria voce, sempre più pressante e concreta, ma si organizzano, mettono insieme energie, proposte, costituendo ufficialmente un Comitato dal titolo evocativo “Nessuno tocchi Marino”. I nomi che lo compongono sono legati alla comunità civica e rispondono ai volti di Laura Dominici, Giovanna Mazzanti, Claudio Rosati, Massimo Selmi e Marco Leporatti che ne è il coordinatore. «Con gli strumenti che abbiamo a disposizione – promette Marco Leporatti – faremo sentire il nostro grido allo scandalo verso una volontà indecorosa che non solo sta facendo male al mondo culturale e artistico della città e della Toscana, mettendo in conflitto due grandi centri d’arte italiani, ma ha interrotto ingiustificatamente i percorsi professionali di figure centrali, come quella di Ambra Tuci, coordinatrice eventi, che ha fondato ormai da 26 anni di onorato servizio per Marino e la Fondazione il dipartimento educativo del Museo, oggi frequentato da oltre 5mila bambini l’anno. L’atelier era un sogno coltivato da Marina concretizzato dal lavoro di Ambra Tuci affinché i bambini potessero avvicinarsi all’arte negli spazi, con le forme e i progetti laboratoriali educativi più adeguati al loro linguaggio. Una mano forte, quella della Fondazione pistoiese, che ha portato via il lavoro e con esso i suoi diritti anche a Francesco Burchielli, responsabile dell’Archivio e del patrimonio documentale dedicato a Marino, il più ampio al mondo. La Fondazione ha iniziato a smantellare il museo colpendolo direttamente al cuore, partendo dall’ufficio che svolgeva le attività nevralgiche. Noi esprimeremo con tutte le nostre energie la contrarietà netta ad un atto che riteniamo gravissimo e inammissibile».
Il comitato ha già mosso i primi passi effettivi e formali. «Ci siamo rivolti al primo cittadino – continua Marco Leporatti – abbiamo scritto al sindaco Alessandro Tomasi, chiedendogli di organizzare un incontro aperto alla cittadinanza, alla presenza di un rappresentante della Sovrintendenza e del Cda della Fondazione, in quanto destinatari della petizione che abbiamo promosso raccogliendo migliaia di firme, cittadini che, come noi, chiedono che Marino continui a sentirsi a casa, nella sua amata Pistoia. Dopo aver consegnato le sottoscrizioni, richiederemo la calendarizzazione di un consiglio comunale che prevede la partecipazione di tutti i componenti del Cda, non solo il presidente».
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