Il Tirreno

Pistoia

il libro 

Caccia a una verità lontana nel tempo Il romanzo di due insegnanti

«Echi Lontani» è alla terza ristampa: sarà presentato domani alle 17 alla S. Giorgio Un giallo storico sulle leggi razziali

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PISTOIA. «Solamente alla fine si capirà quanto è terribile, a volte, la verità». Ha la forma di un giallo, di un giallo storico, il romanzo di Francesca Banchini e Silvia Mannelli che viene presentato nella Biblioteca San Giorgio (zona Holden) a Pistoia domani alle 17 nell’ambito di “Leggere, raccontare, incontrarsi. Autori e storie pistoiesi”. Interviene Valentina Cecchetti.

Un libro, scritto sotto forma di romanzo, che prende spunto da vicende realmente accadute. Ambientato fra Pistoia, San Marcello, Firenze e Roma «Echi lontani» - questo il titolo, edito da Porto Seguro – intreccia giorni contemporanei con il dramma della Seconda Guerra Mondiale: le leggi razziali, il fronte, l’obbligo di arrestare e deportare le famiglie di origine ebraica, la resistenza, la necessità di fare i conti con le ragioni della coscienza.

Tutto ruota attorno a un maresciallo dei carabinieri, Giovanni Bottai: durante la guerra ha prestato servizio nella stazione di San Marcello. Dopo qualche decennio, ormai anziano, muore in una notte d’inverno a seguito di una breve malattia. Sua nipote Sara, che lo amava teneramente, mettendo in ordine le sue carte trova una busta e si imbatte in qualcosa che non avrebbe mai creduto di trovare. Il documento parrebbe farle minare la fiducia e l’affetto che ha sempre provato per il nonno.

Inizia, Sara, una sua personale ricerca della verità. Cerca di capire, aiutata da un coetaneo pure lui molto coinvolto nella vicenda, cosa mai di così grave fosse successo a San Marcello in un tempo che «non ha fatto “sconti a nessuno». Alla fine tutto troverà una spiegazione logica, ma nel frattempo il lettore sarà stato accompagnato in una ricerca nel passato dal contenuto davvero avvincente.

Francesca Banchini e Silvia Mannelli, entrambe laureate in Lettere, insegnano a Bottegone (Silvia è vicepreside) e da anni si occupano, in particolare, di didattica della lettura e della scrittura.

Uscito lo scorso novembre il libro delle due insegnanti è alla terza ristampa. Ne ha scritto in modo appassionato Pino Boero, esperto di Gianni Rodari e di scrittura per ragazzi. Ha apprezzato, Boero, quelli che lui definisce, nel libro, «elementi psicologici forti». La ragazza Sara che «non si erge a giudice ma crede di avere diritto all’accesso alla verità» il vocabolario dei personaggi «da cui non emergono parole di vendetta ma solo necessità di giustizia». —



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di Redazione web