Gioco
«Un impianto sportivo porti il nome di Kobe Bryant»
Avviata da un tifoso raccolta di firme su Change.org per intitolare il Palazzetto all’ex campione della Nba Ritrovato un referto del 1986
PISTOIA. In queste ore l’enorme commozione suscitata dalla morte di Kobe Bryant è stata raccolta dal Comune di Pistoia che ha deciso di individuare un campetto da sistemare e da dedicare alla grande leggenda del basket cresciuta a Cireglio.
Il sindaco Alessandro Tomasi, subito dopo aver appreso la tragica notizia, ha affidato un ricordo alla sua pagina Facebook: “Qualcuno di voi avrà giocato con lui nel campino del paese. A Pistoia ha lasciato degli amici…quelli di infanzia che difficilmente si dimenticano, tanto che solo pochi anni fa era tornato nella sua Cireglio. Era tornato in quella che per un pezzo di vita è stata la sua casa. Addio a un gigante”. «Con i nostri uffici tecnici – spiega l’assessore allo sport Gabriele Magni - stiamo individuando alcune aree di gioco libero che possono essere intitolate al campione. Ci confronteremo naturalmente con i consiglieri comunali, che hanno maturato insieme a noi la volontà di questa intitolazione, con gli sportivi e con le proposte che sono già state fatte, in particolare dalla sua Cireglio». Un’iniziativa analoga è stata lanciata da un tifoso pistoiese, Niccolò Masiani, che su Change.org ha lanciato una raccolta di firme per intitolare il PalaCarrara a due personaggi dello sport pistoiese molto amati: Kobe Bryant e il presidente Roberto Maltinti. Nel giro di pochissimo tempo sono state raccolte oltre 1130 firme.
L’exploit del “piccolo” Kobe. L’assessore allo sport del comune di Pescia Fabio Bellandi ha ritrovato, grazie anche ad appassionati locali, un referto del 1986 di una partita di minibasket giocata a Pescia fra l’Audace e la Libertas Pistoia. Miglior marcatore di quell’incontro Kobe Bryant con 17 punti. Il match, per la cronaca, finì 31-29 per il Pescia. Ma 17 punti su 29 li mise a segno il “piccolo” Kobe.
«Sono in tanti anche qui da noi a ricordarsi la semplicità e la già evidente classe di questo bambino destinato a diventare uno dei giocatori più forti della storia della pallacanestro - commenta l’assessore Bellandi - Idolo, simbolo, campione, non solo del basket, ma di tutto lo sport e non solo. Un esempio per tutti , con la sua ossessiva voglia di perfezione e di tramandare l'amore per lo sport. Più volte ha dichiarato di avere nel cuore l'Italia, legato a Reggio Emilia, Rieti, Reggio Calabria e Pistoia, città nelle quali seguendo suo padre Joe, anch'esso campione di basket, ha appreso i primi movimenti cominciando a giocare. Con la notizia della sua morte insieme alla figlia ed altre 7 persone, il mondo si è bloccato, non volendo crederci. Sono arrivati messaggi da tutti i potenti della terra, da artisti, cantanti, dai campioni di tutti gli sport. Si sono fermati persino i Grammy facendogli una dedica veramente toccante». —
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