Sicurezza
Ci sono “zone rosse” anche a Casalguidi e a Monsummano
casalguidi. L’area intorno all’ex discarica di Bulicata è solo l’ultima di una serie in cui è stato riscontrata, dagli organi competenti, una contaminazione da cloruro di vinile.
Prima i pozzi privati che si trovano nella zona di via del Redolone, a Casalguidi; poi quelli di Grotta Parlanti, a Monsummano. Infine l’area circostante alla ex discarica di Bulicata.
Riguardo a Casalguidi (dove pure fu emessa un’ordinanza per vietare di bere l’acqua) se n’è aggiunta un’altra, nei giorni scorsi: il sindaco di Serravalle Pistoiese, Piero Lunardi, infatti, ordina a tutti coloro che ricadono all’interno della cosiddetta “zona rossa” (che ancora non lo avessero fatto) di allacciarsi al più presto all’acquedotto pubblico.
Tutto era cominciato nel mese di dicembre 2018, quando l’Arpat effettuò campionamenti di acqua da pozzi presenti nella zona di via del Redolone per stabilire se la contaminazione da cloruro di vinile e dicloroetilene fosse presente anche in altri pozzi di quella zona. E i pozzi individuati per l’indagine sono stati caratterizzati in termini di profondità e sono denominati con lettere o numeri che fanno riferimento alla planimetria dei campionamenti. E secondo quanto spiegato da Arpat, la contaminazione è presente all’interno della falda superiore, collocata a 20-30 metri dal piano di campagna.
A Monsummano, invece, l’ordinanza è stata emessa il 17 gennaio scorso dal sindaco Simona De Caro. Che, ancora una volta, ha specificato come la prima lettera da parte di Arpat (in cui si parlava di inquinamento da cloruro di vinile nella frazione di Grotta Parlanti) risalga all’ottobre dello scorso anno.
Anche in questo caso – come del resto per l’area di via del Redolone e pure quella intorno alla ex discarica di Bulicata – va specificato che l’ordinanza di divieto dell’acqua riguarda soltanto i pozzi privati e non l’acquedotto comunale. –
M. T.
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