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Tredici vivaisti pistoiesi alla conquista dell’Europa

Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico pistoiese e Luca Magazzini, presidente dell’Associazione italiana vivaisti (col microfono)
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Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico pistoiese e Luca Magazzini, presidente dell’Associazione italiana vivaisti (col microfono)

Si apre martedì 28 in Germania la principale fiera continentale del settore del verde. Il presidente dell’Avi: «Al centro di questa edizione le iniziative su piante e clima» 

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PISTOIA. Tredici i aziende vivaistiche pistoiesi dell’Associazione vivaisti italiani (Avi) parteciperanno da domani alla fiera del florovivaismo e di tutta la filiera del verde Ipm Essen (Germania), la manifestazione professionale di settore numero uno in Europa con circa 1.500 espositori da 50 nazioni. . «Fra gli aspetti più interessanti di questa edizione di Ipm – dichiara il presidente dell’Avi, Luca Magazzini – le diverse iniziative dedicate a piante e clima, al ruolo del vivaismo contro il cambiamento climatico: lo stesso tema che abbiamo messo a fuoco nel settembre dell’anno scorso qui a Pistoia, alla nostra “Serata del vivaismo”».

«Altro aspetto di sicuro interesse – prosegue il presidente dell’Avi – è il focus sulla Francia, che ha fra gli elementi più degni di attenzione la presenza di Val’hor, un’associazione nazionale interprofessionale che raccoglie tutti i soggetti della filiera, dai produttori e commercianti fino ai segmenti finali: fioristi, giardinieri e architetti del paesaggio».

Ben 13 delle 14 aziende vivaistiche socie dell’Avi che esporranno a Ipm Essen da domani a venerdì, appartengono al Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, di cui l’Avi è soggetto referente o gestore. Mentre l’unica azienda non pistoiese è della provincia di Novara, sul Lago Maggiore.

Oltre ai vivaisti saranno presenti come espositori ad Essen anche due aziende sponsor dell’Avi appartenenti alla filiera del verde, entrambe pistoiesi: si tratta dell’Agraria Checchi e della N.G. Niccolai.

«Sono orgoglioso di avere una rappresentanza così valida a quella che è considerata una delle più importanti manifestazioni mondiali sul florovivaismo – aggiunge il presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, Francesco Mati – È perfettamente in linea con gli ultimi buoni dati sul nostro export: siamo un distretto di assoluto rilievo e capace di presidiare i mercati internazionali con efficacia».

E in effetti, la conferma alle parole di Francesco Mati è arrivata lo scorso novembre dai risultati che sono emersi dal Monitor dei distretti toscani, prodotto dal dipartimento Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che ha fatto il punto sull’andamento del primo semestre 2019 delle vendite all’estero.

Il distretto florovivaistico ha fatto segnare una crescita complessiva del 10,5% (in frenata nel secondo trimestre, mentre il primo aveva fatto segnare un +13,7%). In cifra assoluta, sono 181,9 milioni di euro contro i 164,7 del primo semestre 2018.

I migliori clienti dei vivai pistoiesi rimangono i francesi, con 52,5 milioni di euro di merce venduta, ma la crescita di questo mercato è la più debole. Un pochino meglio va in Germania (secondo mercato di sbocco con 31,3 milioni), decisamente meglio nel Regno Unito (terzo mercato, 19 milioni).

La crescita più forte la mettono a segno le vendite nei Paesi Bassi ed in Austria, con percentuali in entrambi i casi sopra il 25%. L’unico paese che arretra è la Spagna, peraltro abbastanza residuale nelle vendite dei vivaisti pistoiesi all’estero. —


 

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