Il Tirreno

Pistoia

l’evento 

Anche Pistoia non si lega: un mare di sardine affolla piazza Spirito Santo - Video

Martina Trivigno
Anche Pistoia non si lega: un mare di sardine affolla piazza Spirito Santo - Video

Circa 1.500 persone  si sono riunite a sostegno del movimento anti Salvini. Le coordinatrici: «Cari populisti, vi abbiamo lasciati fare. Ma ora la festa è finita»

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.38385034:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/locale/anche-pistoia-non-si-lega-un-mare-di-sardine-affolla-piazza-spirito-santo/131581/133202]]

PISTOIA. «Cari populisti, l’avrete capito: la festa è finita. Per troppo tempo vi abbiamo lasciati fare. Eravamo stupiti, storditi, inorriditi. Ci siamo guardati, contati ed è stata energia pura. Perché Pistoia non si lega».  Dal palco di piazza Spirito Santo, Francesca Cimò, Elena Malinici e Giulia Palamidessi, coordinatrici provinciali del movimento pistoiese, parlano al microfono. Sotto di loro, un mare di “sardine”. Circa 1.500 persone - secondo i dati forniti dalla Questura - hanno affollato la piazza, sabato pomeriggio 25 gennaio, per il debutto del movimento di protesta anti Salvini. E non c’è neppure un paragone con la precedente iniziativa, quella dei primi giorni di quest’anno. Quando soltanto una sessantina di persone si riunirono (stesso posto e stessa ora), nonostante l’annullamento dell’evento da parte dagli altri attivisti pistoiesi e dei coordinamenti regionale e nazionale del movimento.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38385022:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38385022:1652778146/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ma sabato l’entusiasmo c’era. Sventolano le bandiere arcobaleno della pace, mentre in piazza risuona «Bella ciao». Tra le mani, la folla stringe le “sardine” disegnate da Luca Boschi e Vauro. Ci sono giovani, ma soprattutto meno giovani. Persone di ogni età si accalcano sotto il palco. E ascoltano, spesso fanno sentire la loro voce. Perché, prima di tutto, si parla di diritti. Quelli inviolabili sanciti dalla nostra Costituzione.

Guido Belfante, 32 anni, di Agliana, ad esempio parla della tutela dei diritti degli omosessuali. «Il diverso fa paura e gli atti di violenza sono aumentati – spiega – così come è aumentata l’intolleranza. È fondamentale, mai come adesso, una legge contro l’omotransfobia. Siamo tutti uguali, senza distinzione. E dobbiamo ricordare che la diversità è, prima di ogni altra cosa, bellezza».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38385024:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38385024:1652778146/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Poi, al microfono, le tre coordinatrici delle “sardine” pistoiesi leggono la lettera di licenziamento inviata, dalla Fondazione Marino Marini, a due dipendenti.

«Sapete cosa sono queste? – dicono Cimò, Malinici e Palamidessi – La prova che la voce che si è mossa a difesa del museo Marini è rimasta inascolatata. E questo, oltre che inaccettabile, è pure ingiusto».

«Senza cultura, un popolo è muto – proseguono – senza il museo Marini la città è muta. Se qualcosa possiamo fare, come “sardine”, lo faremo. Pistoia, capitale italiana della cultura del 2017, non può perdere il suo museo. Dobbiamo impedirlo, con tutte le nostre forze. Le opere di Marino, nostro concittadino illustre, devono restare qui, a Pistoia».

Per Francois Pesce, attivista di Emergency, quella di ieri sera è stata anche l’occasione per ricordare Giulio Regeni e Silvia Romano. «Dobbiamo essere portatori di una cultura di pace – sottolinea – E se siamo qui è per la difesa dei diritti. Lo dobbiamo fare stando uniti, tutti quanti. E dimenticando le divisioni, senza dimenticare il passato, da dove veniamo. Siamo tutti antifascisti».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38385025:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38385025:1652778146/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

È la volta del partigiano Renzo Corsini. «La voce è quella che è – conclude – Il mio è un saluto ai giovani. Se noi abbiamo un compito, infatti, è quello di trasmettere loro segnali positivi. Lo ricordo ancora quel 9 settembre del ’43, quando questa stessa piazza si riempì, proprio come durante questa manifestazione, per dire no al Fascismo. Anche quella volta eravamo uniti, spontaneamente».

Dagli altoparlanti, ovunque, si diffonde “Bella ciao”. E la folla esplode. –


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web