Il dolore
Genitori e studenti manifestano per la sicurezza dell’Einaudi
Circa 300 persone hanno sfilato per le vie della città Marmo: «Risolveremo i problemi esposti dal comitato»
pistoia. «Vogliamo fatti, non parole». Il megafono amplifica le voci, mentre la rabbia sale. E pure l’esasperazione di circa 300 persone, tra genitori e studenti dell’istituto professionale “Einaudi”. Che – senza troppi complimenti, per la verità – invitano il presidente della Provincia, Luca Marmo, a uscire dal palazzo di piazza San Leone.
Ci sono stati momenti di tensione, ieri mattina, durante la manifestazione partita da via Cavallotti, dove ha sede la scuola, in direzione della Provincia. Un coro unanime, che ha attraversato le vie della città, con un solo obiettivo: risolvere una volta per tutte – o quantomeno affrontare – i problemi di sicurezza dell’istituto con cui alunni e insegnanti devono fare i conti, ogni giorno.
E così hanno organizzato un corteo con tanto di cartelli. «A scuola è freddo come il Marmo», si legge in uno di questi. Perché il freddo, appunto, è uno dei problemi della scuola. Ma solo uno dei tanto.
Tra la gente c’è anche il consigliere comunale Gabriele Sgueglia e alcuni membri della Consulta provinciale degli studenti di Pistoia. Le persone rumoreggiano, cominciano a gridare al presidente Marmo: «Vieni giù, vieni giù».
Alla fine Marmo esce, accompagnato dalla consigliera provinciale all’Edilizia scolastica, Marzia Niccoli.
La folla è agitata, vola qualche parola di troppo. «Siamo qui a vostra disposizione, ma le offese no, per favore», li ammonisce il presidente della Provincia. Proseguono i fischi. Finalmente, una delegazioni di genitori e studenti (all’incirca una ventina di persone) entra nel palazzo della Provincia per mettere nel piatto tutte le richieste.
«I disagi permangono da troppo tempo – spiega Filippo Formigli, segretario del comitato dei genitori dell’”Einaudi” – e se abbiamo organizzato questa manifestazione è proprio per smuovere le coscienze e, soprattutto, la situazione. Le 24 aule che si trovano nella vecchia sede sono fredde. E poi ci sono i continui lavori in corso, intere aree della scuola interdette. Qui, in gioco, c’è la sicurezza dei nostri figli. E noi pretendiamo risposte chiare da parte della Provincia».
«I nostri figli studiano in aule ricavate da quello che, una volta, era il magazzino della scuola – prosegue Formigli – e questo è stato possibile soltanto grazie al grande spirito di sacrificio del corpo docente e pure della dirigente scolastica. Ma la situazione non può più andare avanti in questo modo».
Intanto la Provincia di Pistoia fa sapere che «l’istituto “Einaudi” rappresenta in questo momento una priorità dell’amministrazione e che, nonostante le difficoltà finanziarie in cui l’ente si trova da diversi anni, non mancherà l’impegno per cercare di trovare risposte ai problemi evidenziati, cominciando proprio dagli interventi concordati con la dirigente scolastica e il comitato dei genitori».
Ma le risposte date dalla Provincia – in un incontro durato più di un’ora – non hanno convinto genitori e studenti dell’istituto professionale di via Cavallotti.
«Sono rimasti sul vago – conclude la rappresentante d’istituto Francesca Mazzi – Abbiamo ribadito le nostre istanze, a partire dalle numerose finestre rotte coperte con dei cartoni. La Provincia ci ha risposto che, al momento, ha la disponibilità economica per ripararne soltanto tre. Continueremo a vigilare e non ci fermeremo fino a quando tutto non sarà risolto».
Intanto sarà convocato per la fine di febbraio un incontro per fare il punto sullo stato degli interventi in programma, sperando che qualcosa si muova. Al più presto. –
Martina Trivigno
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